Partito pagina 36

«Pd, pacificarci prima di contarci»

Consigliere Mattia Civico, Dorigatti sostiene che la minoranza Pd ha sempre bisogno di un nemico. Prima Dellai, poi Pacher, ora Rossi. È così? Il Pd deve concentrarsi meno sulle proprie dinamiche interne e pensare più seriamente alla responsabilità che ha. Che non credo sia genericamente governare al traino di un capo, ma essere forza che guida la coalizione.
"Trentino", 3 dicembre 2015

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#ItaliaCoraggio - Il 5 e 6 dicembre il PD TI ASPETTA IN PIAZZA

‘Il 5 e 6 dicembre il Pd ti aspetta in piazza. Presenteremo le nostre proposte, ascolteremo i commenti e le critiche di chi non la pensa come noi, condivideremo idee e speranze. 
Ti aspettiamo ai banchetti del Pd organizzati sul territorio provinciale (qui sotto la lista completa).
Leggi la lettera di Matteo Renzi agli iscritti che annuncia l'iniziativa: Non abbiamo paura. Scegliamo di abbracciare il coraggio, scegliamo di abbracciare l’Italia.

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Dorigatti: «Follia un Pd che fa opposizione a Rossi»

«Possibile che prima il nemico fosse Dellai, poi Pacher, adesso Rossi? No, non si governa facendo opposizione al proprio presidente». Bruno Dorigatti va giù duro con la minoranza interna. E alle parole di Donata Borgonovo Re («Pd appiattito su Rossi») ribatte: «Da soli non si va da nessuna parte, il Pd non va da nessuna parte. Dal mio ruolo istituzionale ho uno sguardo su tutta la coalizione e sono preoccupato. Rischiamo di buttare via vent’anni di buongoverno».
C. Bert, "Trentino", 2 dicembre 2015

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«È un Pd appiattito su Rossi, farò contare i miei 10 mila voti»

«Tranquilli, l’incontro di sabato a Piedicastello non lancerà nessun assalto alla segreteria». È il messaggio che Donata Borgonovo Re manda a chi, nel Pd, già la vede candidata al congresso. «Eppure - avverte l’ex assessora alla sanità - il tempo da qui al congresso deve servire al Pd per costruire un progetto politico che oggi non si vede». E non si vede, incalza Borgonovo, in particolare sulla sanità, «dove il Pd sta attuando la politica del presidente Rossi».
C. Bert, "Trentino", 1 dicembre 2015

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PD, ecco i temi

Abbiamo vissuto gli ultimi anni e mesi del Partito democratico con profonda preoccupazione. Prima le liti, poi la fase di maggiore tensione e ora una fase di evanescenza. In pochi mesi siamo passati da oggetto della cronaca più che quotidiana a sporadici interventi del Partito democratico. La preoccupazione però è data dalla sensazione di mancanza di contenuti, di proposte, di coraggio. Lo dico perché in molti sperano in un Partito sempre dinamico, attivo e propositivo nel contesto della coalizione. Un partito che non si occupi di sigle ma di temi.
Giacomo Pasquazzo, 24 novembre 2015

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«Il Pd deve capire chi è»

«Chi siamo?». La domanda che pone Donata Borgonovo Re non ha un’estensione esistenziale, si riferisce al Pd del Trentino, un partito in attesa di un congresso che nessuno sembra avere fretta di celebrare. L’ex assessora, che non nasconde di potersi candidare alla segreteria, non ne fa una questione di date. «Si può farlo anche a giugno, l’importante è darsi da subito una road map per costruire le mozioni». 
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 13 novembre 2015

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Errani: «Il nuovo autonomismo deve partire dai Comuni»

«Il Partito democratico deve governare una nuova fase autonomistica, fondata su un’idea alta di autogoverno e di cooperazione fra il livello regionale e quello statuale, che parta dai Comuni, cuore vero di questo rilancio». Vasco Errani definisce una nuova idea di autonomismo. L’ex governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni è intervenuto ieri nel corso di un incontro organizzato dal Pd del Trentino rilanciando il ruolo degli enti locali.
A. Rossi Tonon, "Corriere del Trentino", 7 novembre 2015

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Cinque ragioni per un grande partito

1) Una delle ragioni della strutturale debolezza della politica italiana è il continuo farsi e disfarsi dei partiti. Questo processo non ha eguali in Germania, Francia, UK, USA, insomma nelle grandi democrazie occidentali. A chi è utile continuare a fare e disfare i partiti? Ai singoli e ai gruppi politici che, migrando da un partito all’altro, salvano se stessi.
Michele Nicoletti, 1 novembre 2015

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