Partito pagina 64

Elezioni segretario nazionale dei Giovani Democratici

Domani 21 novembre dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 i Giovani per il Pd allestiranno un gazebo in piazza Pasi a Trento: tutti i giovani dai 14 ai 29 anni sono invitati a eleggere il segretario nazionale dei Giovani Democratici. 

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Terapia anticrisi: le proposte del Pd del Trentino per i lavoratori, i pensionati e le famiglie trentine

Estendere gli armonizzatori sociali per i contratti a termine, un reddito minimo garantito contro l’esclusione sociale, incrementare i benefici legati all’Icef. Sono queste le tre proposte avanzate oggi da Alberto Pacher, segretario del PD del Trentino per affrontare la crisi finanziaria.
Trento, 6 novembre 2008

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Una vittoria per l'Italia

Ieri a Trento l'intervento di Pier Luigi Bersani
“Vincete il 26 ottobre, sarà una vittoria per tutto il Paese”. Così Pier Luigi Bersani carica il Partito Democratico del Trentino in vista delle elezioni provinciali del 26 ottobre.
Trento, 14 ottobre 2008

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Commento del sen. Giorgio Tonini alla candidatura di Alberto Pacher

«La decisione di Pacher è molto importante: uno dei miei timori principali è che la squadra del Pd che sarà eletta in consiglio provinciale non avesse una regia, ma risultasse essere formata da molte individualità disperse. La candidatura di Pacher risolve questo problema».
L. Patruno, "L'Adige", 3 settembre 2008

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Ale smuove le acque

La candidatura di Alberto Pacher è arrivata a sorpresa come un piccolo terremoto sulla scena politica trentina, visto che nessuno pensava più che il sindaco lasciasse il suo posto a palazzo Thun per sostenere il Pd e il governatore Lorenzo Dellai nella sfida elettorale del 26 ottobre. La decisione di Pacher ha avuto come principale effetto di stoppare sul nascere lo scontro interno sulla esclusione dalla lista del Pd dell'assessore alla salute uscente, Remo Andreolli.
L. Patruno, "L'Adige", 3 settembre 2008

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Pd e Lega, nuovi equilibri in campo

Sono i due partiti che tutti i sondaggi danno in forte crescita e che cambiano i rapporti di forza negli schieramenti. Ecco in che modo.
G. Tessari, "Trentino", 3 ottobre 2008
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Il Pd vuole diventare il primo partito. La campagna elettorale del Partito democratico parte da piazza Duomo

La campagna elettorale del Partito democratico parte da piazza Duomo, nella tarda mattinata di un giorno di mercato di inizio settembre. A presentarsi al popolo delle bancarelle, volantini alla mano, ci sono molti dei candidati: i consiglieri uscenti Margherita Cogo, Giorgio Casagranda, Giorgio Viganò, Beppe Zorzi. E poi Giovanni Kessler, l'ex segretario della Cgil Bruno Dorigatti, l'assessore comunale Andrea Rudari, il presidente del Parco Adamello-Brenta Antonello Zulberti. E ancora il nuovo che avanza: Mattia Civico, Sara Ferrari, Michele Nardelli, Giulia Robol e Clelia Sandri.
L'Adige, 12 settembre 2008<
Manca invece il capolista, Alberto Pacher, assente per impegni istituzionali legati agli ultimi giorni da sindaco del capoluogo. Manca, ovviamente, il grande escluso, l'assessore alla sanità Remo Andreolli. A lui, Bruno Dorigatti ha scritto per comunicargli la propria disponibilità a cedere il posto in lista a uno degli esponenti dei Ds «delusi» dall'esclusione di Andreolli. «Tutto, pur di fare in modo che da questa situazione alla fine possa solo trarre vantaggio il centrodestra» spiega Dorigatti all'ombra della copia in bronzo del Nettuno. «Va là, mandalo a farsi friggere, l'Andreolli» gli risponde in dialetto una esercente del centro che passa di lì. È, né più né meno, il pensiero inespresso di tutti i candidati. «Le liste elettorali non sono mica un tavolo del ristorante, che si può lasciar libero per cortesia» dice Rudari. «Andreolli deve avere la coscienza di capire che può avere un ruolo fondamentale anche senza essere assessore o consigliere» aggiunge Kessler. «In politica c'è un tempo per ogni cosa - dichiara Zorzi -. Magari in passato dovrebbe esserci stata più attenzione da parte di tutti, ma ora serve che Andreolli abbia la capacità politica di comprendere che il disegno del Partito democratico va in un'altra direzione». «Indietro non si torna - chiude Casagranda -. Il comitato elettorale ha preso una decisione democratica, che come tale va rispettata».

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