Autonomia pagina 1

«Autonomia, divisi a Roma vuole dire farsi del male»

L'idea che, tutto sommato, forse non è poi così urgente varare il terzo Statuto comincia a farsi strada anche tra qualche padre nobile dell'autonomia. Non perché stia venendo meno la tensione ideale, ma per i tempi poco propizi e, soprattutto, per l'incertezza degli interlocutori romani all'indomani del voto nella prossima primavera. Preoccupazione fondata che, tuttavia, suscita nel presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti una reazione di segno diverso.
R. Colletti, "Trentino", 23 novembre 2017

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L'Autonomia si nutre di compromissione

Recentemente abbiamo avuto purtroppo riscontro che il percorso partecipativo, che tanto doveva contribuire al lavoro di revisione dello Statuto di Autonomia, è stato un mezzo fallimento. Gli incontri nelle valli sono stati scarsamente partecipati, per non parlare del convegno organizzato a metà settembre: una manciata di persone in tutto, e pensare che l'iniziativa della due-giorni di laboratori era riservata proprio a chi non si è nemmeno affacciato sulla soglia, la tanto corteggiata e attesa “società civile” di cui non s'è vista nemmeno l'ombra”.
Alessio Zanoni, 27 ottobre 2017

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«Sull’autonomia sorpassati dalla destra»

«Il Pd ha perso contatto con i territori, per questo sulle autonomie è arrivato tardi». È una severa autocritica quella che il parlamentare trentino Michele Nicoletti muove al suo partito. I referendum promossi dai leghisti Maroni e Zaia hanno infatti, ancora una volta, dimostrato quante anime convivano in via del Nazareno.
"Corriere del Trentino", 25 ottobre 2017

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L’autonomia ha fatto crescere il Trentino ma anche l’Italia. Ma la specialità non è una panacea

Specialità e crescita del Pil non vanno (sempre) a braccetto. Dall’analisi elaborata, all’indomani del referendum, su alcune regioni dal 1971 ad oggi, si ottiene un quadro variegato dei risultati economici e sociali conseguiti dalle regioni ordinarie e speciali. Per quanto riguarda le autonomie speciali, Sicilia e Sardegna sono andate complessivamente male e in certi casi persino peggio delle Regioni ordinarie del Sud.
G. Cerea, "Corriere del Trentino", 25 ottobre 2017

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Referendum. E adesso?

Il giorno dopo il referendum in Veneto e Lombardia è tutto un profluvio di dichiarazioni. A scorrerle viene da sorridere per il modo plateale con cui ognuno tira acqua al suo mulino e prova a mettere il cappello sul risultato. È normale, per quanto irritante. I referenda erano giuridicamente inutili. Tutto ciò che i quesiti chiedevano è già possibile in base alla costituzione (e per Belluno in base allo statuto regionale).
Francesco Palermo, "Trentino", 24 ottobre 2017

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«Zaia, il Veneto non è Trento»

Gianclaudio Bressa si destreggia tra interviste e impegni. Ma mantiene calma e cortesia. Il giorno dopo i referendum consultivi in Lombardia e Veneto per ottenere maggiore autonomia (con la scontata vittoria dei «sì»), il sottosegretario per gli Affari regionali definisce subito «positivo» il segnale lanciato dagli elettori attraverso un’affluenza importante soprattutto in Veneto.
M. Giovannini, "Corriere del Trentino", 24 ottobre 2017

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Autonomie, rimedio contro i nazionalismi

Sollecitato dall'intervento del direttore dell'Adige e dal dibattito in corso sulle forme e le necessità delle autonomie in un'Europa che vive grandi trasformazioni e di ripresa di nazionalismi, provo a condividere alcune impressioni. Questo pur nella consapevolezza del rapido succedersi di eventi che possono cambiare il senso delle cose fin qui conosciute.
Bruno Dorigatti, 19 ottobre 2017

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«Con la nostra Autonomia lo Stato risparmia»

«Mentana sbaglia. Non è detto che le ragioni costitutive di un’autonomia degradano con il tempo. Se fosse così ogni progetto istituzionale con il tempo sarebbe destinato a cadere. Non è che l’autonomia scade per decorrenza dei termini». Il vicepresidente Alessandro Olivi risponde a Enrico Mentana sulle ragioni dell’Autonomia.
"Trentino", 6 ottobre 2017

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