Partito pagina 45

Il Patt fa il suo mestiere, è il Pd che deve scattare

Il voto del 10 maggio rappresenta una tappa molto importante per i tre partiti della coalizione di centrosinistra autonomista, che in assenza di un reale competitor, il centrodestra, misurano le reciproche forze e lanciano in modo anche piuttosto individuale progetti politici di respiro più lungo, di cui all'esito delle urne si verificherà la reale applicabilità. Le diverse prese di posizione emerse sulla stampa, da parte del segretario del Patt Panizza, stigmatizzano, qualcuno dice come improponibile, un progetto che in realtà, a mio giudizio, il Partito Autonomista sta perseguendo da diverso tempo e che è tutto fuorché una boutade elettorale.
Giulia Robol, "L'Adige", 30 aprile 2015

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«Partito dei Trentini? Un'idea vecchia»

Il partito dei Trentini? Un'idea «vecchia e superata» che non serve per rendere competitivo il Trentino con gli altri territori. Alessandro Olivi, vicepresidente della giunta provinciale ed esponente del Pd, risponde a muso duro alla proposta lanciata ieri dal segretario e senatore del Patt, Franco Panizza. Annunciando una vicina assemblea programmatica, Panizza ha chiarito di voler lanciare una nuova fase del Patt che diventerebbe di fatto l'alternativa al Pd, dando risposte a tutti gli elettori che si sentono prima di tutto trentini.
"L'Adige", 23 aprile 2015

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Robol: «Pd, partito nazionale un valore non una sfortuna»

INTERVISTA A GIULIA ROBOL - «Le fibrillazioni tra i partiti della coalizione ci stanno in occasione di un appuntamento elettorale, perché rientra nella sana competizione: così il Patt sul tema dell'autonomia e il Cantiere Civico con le sue rivendicazioni di un elettorato moderato intermedio, attraverso la figura di Lorenzo Dellai, ma è scorretto parlare del Pd come di un partito centralista, perché il Pd è un partito territoriale con un valore aggiunto che è il legame forte con il livello nazionale».
"L'Adige", 16 aprile 2015

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Io credo ancora nei partiti

Sta andando in onda in queste settimane una serie televisiva che ha suscitato un notevole interesse: il cuore del racconto sono i fatti che hanno portato all'inchiesta di Tangentopoli e alla fine della «Prima Repubblica». È in quegli anni che comincia a deteriorarsi la fiducia nei partiti quale forma organizzata della vita politica, travolti dagli scandali. L'Italia non ha ancora fatto i conti con quella fase drammatica della sua storia, ma una cosa possiamo certamente riconoscerla: da allora la stessa parola «partito» ha perso la sua carica positiva, finendo addirittura per essere sostituita da altre varianti.
Bruno Dorigatti, "L'Adige", 14 aprile 2015

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Segreteria provinciale - rassegna stampa

- Scalfi: «Pd ostaggio di Robol, si dimetta»Manica: «Investitura debole, serve il congresso», "Trentino", 3 marzo 2015

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Segreteria provinciale - rassegna stampa

Tonini spinge su Filippi: "No a congressi al buio". Il senatore: "Credo in lei. Dell'Upt si parlerà dopo",
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 27 febbraio 2015
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Pd, la difficile scommessa di Filippi. Bozzarelli: «Ma Robol deve dimettersi». Olivieri: «Era giusto darle questa chance»,
F. Gottardi, "L'Adige", 27 febbraio 2015

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«Aiutiamo il tentativo di Filippi»

«Questa è un'occasione da non perdere: si tratta di capire se il Pd è capace di trovare l'unità solo nel momento della distruzione, ovvero nella decisione di eliminare il malcapitato di turno, oppure se è capace di esprimere un'unitarietà anche nella costruzione». Il deputato Michele Nicoletti è tra coloro che nel corso delle trattative tra le varie componenti ha sostenuto il tentativo di ripartire da Elisa Filippi, che aveva già appoggiato alle primarie.
"L'Adige", 26 febbraio 2015

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«Territoriale è vincere le comunali»

Elisa Filippi domenica scorsa si è sentita proporre dalla «rivale» Giulia Robol di prendere lei le redini del Pd trentino e non ci poteva credere. È vero che era anche il suo compleanno, ma l'offerta più che un regalo sembrava avere l'aspetto di un pacco esplosivo. Eppure la leader della minoranza del partito, che l'anno scorso era stata la più votata alle primarie ma non abbastanza per assicurarsi la maggioranza assoluta dell'assemblea, ha deciso di rischiare.
"L'Adige", 25 febbraio 2015

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