welfare e salute pagina 41

#ROVERETO - Welfare, da spesa a risorsa economica società

GEROLA: "Il futuro dell'welfare? Meno assistenzialismo e più coinvolgimento della comunità. Della serie: ognuno si prenda cura del suo vicino di casa, ognuno sia consapevole che oltre ai diritti ci sono i doveri e, soprattutto, l'ente pubblico capisca le esigenze e i disagi non degli ultimi - già «mappati» - e nemmeno dei penultimi ma dei terzultimi, colore che sono precipitati nella povertà per colpa della crisi ma si vergognano a chiedere aiuto". Questa sera 20.15 c/o sede PD in via Tartarotti l'incontro pubblico con l'Assessora BORGONOVO RE.
"L'Adige", 29 aprile 2015

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Social housing: la sfida dell’Euregio, la scommessa di Bolzano

PD dell'Alto Adige, del Trentino e Spö del Tirolo lanciano una nuova visione dell’abitare e dello stare insieme
Garantire una casa, un contesto abitativo e sociale dignitoso all’interno del quale sia possibile, non solo accedere ad un alloggio adeguato, ma anche a relazioni umane ricche e significative. Tutto è questo è racchiuso nel progetto social housing rivolto a cittadini, soprattutto giovani, anziani e famiglie, che vogliono concepire l’abitare, come lo stare assieme.
Bolzano, 28 aprile 2015

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Le tragedie umane nel Mediterraneo

Alla luce delle tragedie umane occorse negli ultimi mesi nel Mediterraneo, non ultima quella del barcone naufragato sabato scorso con quasi mille persone a bordo e dopo la catena ininterrotta di morti in mare, assieme al gruppo dei Socialisti abbiamo chiesto un dibattito d'urgenza presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che si è svolto giovedì mattina.
Michele Nicoletti, 24 aprile 2015

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Per salvare i migranti serve «Mare nostrum»

I flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo sono aumentati in modo significativo a partire dal 2013, all'indomani della «Primavera araba», a seguito della crisi in Libia e nel Corno d'Africa e della guerra civile in Siria, dove il governo di Bassar al-Asad e il maggiore responsabile della morte di oltre 200.000 uomini, donne e bambini siriani. Infine vi è anche il regime terroristico dell'Isis, che in Medio Oriente ha costretto alla fuga migliaia di persone.
Mattia Civico, Riccardo dello Sbarba, "L'Adige", 24 aprile 2015

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#MIGRANTI - Nicoletti: "Un piano Marshall"

In regione l'1% dei profughi accolti nel Paese, uno ogni 1.911 abitanti. In questi giorni Nicoletti, presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, è a Strasburgo: !Questa è stata la più grande tragedia umanitaria dopo la seconda guerra mondiale. In questi giorni questo è uno dei temi centrali qui a Strasburgo e si sta rendendo conto della situazione anche Bruxelles".
"Corriere del Trentino", 22 aprile 2015
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Borgonovo Re: «Profughi, il Trentino può fare di più»

A fronte di un’assegnazione da parte dello Stato al Trentino di 431 persone, i profughi distribuiti nelle strutture di accoglienza di 12 territori comunali sono (a ieri) 395, compresi gli ultimi 40 arrivati nei giorni scorsi, tutti richiedenti asilo, tutti letteralmente “pescati” dalle acque del Mediterraneo nel corso delle operazioni “Mare Nostrum” e “Triton”. Di questi 395, a Trento dimorano in 99 mentre a Rovereto sono 160 (di cui 100 nel centro di accoglienza di Marco).
"Trentino", 22 aprile 2015

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Niente silenzio per i profughi morti in mare

Il sindaco Andrea Miorandi, in apertura di consiglio comunale, ha proposto un minuto di silenzio in ricordo della tragedia nel mare di Sicilia costata la vita a centinaia di immigrati che tentavano di raggiungere le coste italiane. Un invito raccolto da tutti eccetto che dai consiglieri della Lega Nord e di Fratelli d’Italia che hanno invece abbandonato l’aula consiliare.
"Trentino", 22 aprile 2015

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La violenza di Salvini contro i rom

ll rapporto 2014 dell'«Associazione 21 luglio» conferma in Italia una realtà che chiunque si sia occupato di Rom e Sinti conosce bene. Nonostante nell'immaginario collettivo la presenza zigana nel nostro Paese sia considerata numericamente rilevante, i dati descrivono una situazione ben diversa. Non solo l'Italia ha una delle percentuali più basse di Rom di tutta Europa (lo 0,25% sul totale della popolazione), ma «conosce» di questa percentuale solo la sua parte «visibile», dunque quella che vive il disagio abitativo dei cosiddetti «campi nomadi» (per una percentuale che precipita così allo 0,06%).
Mattia Civico, "L'Adige", 11 aprile 2015

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