
Sono stati quelli del Pd a provocare il terremoto delle dimissioni (poi rientrate) dell’assessore Mario Tonina. Di come sia finita la questione, che bollano come un «teatrino», non sono soddisfatti: «Quanto sta accadendo non può essere archiviato per l’ennesima volta come semplice problema informatico estemporaneo», dicono con forza Paolo Zanella e Francesca Parolari nel preambolo a una interrogazione sul tema.
"Il T Quotidiano", 21 gennaio 2026

Si mettano il cuore in pace i trentini che si erano illusi negli ultimi giorni che il disastro avvenuto per il blocco del CUP potesse essere la goccia che fa traboccare il vaso. Quella goccia che avrebbe spinto chi ha l’onere e la responsabilità del governo della sanità (certamente l’assessore e chi a questi ha dato le deleghe cioè il presidente Fugatti) ad uno scatto di reni, ad una presa di coscienza delle molte difficoltà che sta vivendo il nostro servizio sanitario e che richiedono un cambio di marcia dell'Azienda Sanitaria.
Alessio Manica capogruppo PD del Trentino, 19 gennaio 2026

“Sicuramente il numero di cittadini in lista di attesa è aumentato, per forza di cose, per il semplice fatto che alcune agende di professionisti risultavano vuote, mentre altre intasate da prenotazioni mai eseguite”. Il problema lo stiamo affrontando, ma non sembra di facile soluzione. Spero che si risolva al più presto e come assessorato siamo perfettamente consapevoli di quanto sta accadendo.
Trento, 16 gennaio 2026

Già da lunedì il software di gestione del laboratorio analisi di tutta l’Azienda dava segni di cedimento e da questa mattina il crash completo. Bloccati sia i prelievi negli ambulatori, che negli ospedali, dove si possono eseguire solo i prelievi urgenti, con gravi disagi per i pazienti e per il personale, che ancora una volta deve tamponare i disservizi generati da altri. Con centinaia di cittadini che si erano presentati per il prelievo rinviati a domicilio.
Paolo Zanella - Francesca Parolari, 14 gennaio 2026

Ci risiamo. Da questa notte ci saranno altre 64 persone in strada oltre a quelle che già vi erano rimaste in attesa di un posto nei dormitori di bassa soglia e in quelli destinati ai richiedenti protezione internazionale fuori accoglienza. E il problema sta proprio qui: se la Provincia non avesse tagliato, ormai sette anni fa, i posti destinati all’accoglienza delle persone richiedenti asilo da 1500 a 750, non vi sarebbero tutte queste persone costrette a dormire all’addiaccio e i posti di bassa soglia basterebbero.
Paolo Zanella, 13 gennaio 2025

Che Nicolàs Maduro fosse un dittatore sanguinario e un pericolo, ancor prima che per gli altri Paesi, per il suo stesso popolo penso sia da dare per assodato. Che il Venezuela sia un Paese in cui il Governo e i vertici dello Stato sono collusi con i narcotrafficanti è un altro dato inequivocabile.
Antonio Zanetel, 7 gennaio 2026