
Sono stati quelli del Pd a provocare il terremoto delle dimissioni (poi rientrate) dell’assessore Mario Tonina. Di come sia finita la questione, che bollano come un «teatrino», non sono soddisfatti: «Quanto sta accadendo non può essere archiviato per l’ennesima volta come semplice problema informatico estemporaneo», dicono con forza Paolo Zanella e Francesca Parolari nel preambolo a una interrogazione sul tema.
"Il T Quotidiano", 21 gennaio 2026
«Si tratta, piuttosto, dell’ennesima dimostrazione della vulnerabilità dei sistemi informatici di Asuit, che si inserisce in una serie allarmante di interruzioni e malfunzionamenti». I dem avevano chiesto «assunzioni di responsabilità», alla parte politica, quindi Tonina, ma anche alla parte aziendale, quindi il direttore generale dell’Azienda Antonio Ferro: «Il problema è reale, di natura strutturale, anche se continua a essere ignorato e liquidato come un disservizio di responsabilità della ditta produttrice del software, per quanto ovviamente parte in causa della questione».
Zanella e Parolari cercano i «colpevoli» dentro l’Azienda sanitaria: «Il Dipartimento Tecnologie di Asuit è diretto da circa tre anni dal dottore in pedagogia Alessandro Bazziga, dirigente in comando dalla Provincia Autonoma di Trento. Il Dipartimento, incardinato sotto la Direzione Amministrativa del Consiglio di direzione, partecipa al Comitato di direzione aziendale e gestisce importantissime articolazioni per la sanità di oggi». Che elencano: «Il Servizio politiche per l’amministrazione digitale, il Servizio soluzioni sanità digitale e il Servizio operazioni e infrastrutture IT».
Al vertice di questo dipartimento c’è appunto Bazziga: «Dove il core business è l’informatica, constatiamo che non siede chi vanta una formazione di base in campo tecnico-ingegneristico, e negli ultimi anni pare che la situazione dei sistemi informativi aziendali sia andata progressivamente deteriorandosi, si dice a seguito di carenze organizzative e gestionali con processi sempre più frammentati, riduzione del controllo operativo e conseguente demotivazione del personale che lavora nel Dipartimento».
I dem proseguono nella loro requisitoria: «Risulta altresì evidente, all’esito di come stanno andando le cose, l’accumulo indiscriminato di progetti di ampia portata avviati senza una reale valutazione delle risorse disponibili né della concreta sostenibilità. Si tratta di investimenti per decine di milioni di euro, in gran parte finanziati con fondi Pnrr, posti sulle spalle del già compresso personale interno».
E ancora: «Il Dipartimento Tecnologie pare quindi operare di fatto senza una strategia definita, né un piano operativo strutturato: pare si proceda per tamponare emergenze e senza una visione complessiva, o meglio con obiettivi legati più alla necessità dell’annuncio e della spesa di fondi Pnrr che alla risoluzione di problemi reali e al miglioramento del servizio per utenti e personale».
Zanella e Parolari ricordano come «in passato, in Apss, pare esistesse nel Dipartimento Tecnologie una sorta di Project Management Office che sosteneva la pianificazione, il governo e il controllo dei progetti, ma pare sia stato smantellato dall’attuale dirigenza». Con conseguenze negative: «Prestazioni in costante peggioramento, interruzioni ricorrenti, supporto ai processi clinici sempre meno efficace, applicativi di qualità insufficiente e spesso non rispondenti ai requisiti minimi di usabilità, interoperabilità e sicurezza».
La sintesi, per i due esponenti del Pd, è questa: «Attribuire le responsabilità esclusivamente al fornitore dei software che stanno dando problemi è una semplificazione, visto che il problema sembra sistemico e legato alla mancanza di programmazione, supervisione e regia interna».
Oltre ai disagi, sostengono, «il rischio è che l’implementazione frettolosa di cambiamenti, i continui rimpalli di responsabilità all’interno di Asuit e il clima di forte tensione che si immagina aleggi tra gli operatori tecnici informatici renda anche la parte tecnica non sanitaria dell’Azienda poco appetibile professionalmente».