Il teatrino è servito

Si mettano il cuore in pace i trentini che si erano illusi negli ultimi giorni che il disastro avvenuto per il blocco del CUP potesse essere la goccia che fa traboccare il vaso. Quella goccia che avrebbe spinto chi ha l’onere e la responsabilità del governo della sanità (certamente l’assessore e chi a questi ha dato le deleghe cioè il presidente Fugatti) ad uno scatto di reni, ad una presa di coscienza delle molte difficoltà che sta vivendo il nostro servizio sanitario e che richiedono un cambio di marcia dell'Azienda Sanitaria. 
Alessio Manica capogruppo PD del Trentino, 19 gennaio 2026

Non succederà nulla perché il presidente ha già fatto capire che il rapporto col direttore Ferro è un rapporto più forte delle istanze che il suo assessore gli ha posto in questi giorni ed in questi mesi. Un asse, una blindatura che incuriosisce: quanto ci mise il presidente a far saltare la testa del dirigente quando l’orso scappò dal Casteller? Eppure oggi di fronte alle ben più gravi questioni che riguardano la sanità e all’impatto che hanno sui cittadini l’unica preoccupazione è blindare il direttore. A sentire il presidente pare quasi che le cose succedano indipendentemente dalle scelte di chi le governa. Un po' troppo comodo.

L’assessore sarà spinto ad abbassare i toni, si negheranno le cose dette e nelle prossime ore si confiderà che l’incendio si spenga.

Così, in un capolavoro al contrario, l’assunzione di responsabilità secondo le volontà del presidente sarà: rimanete tutti al vostro posto, perché se si muove qualcosa, le crepe diventano troppo grosse. 

Non saremmo sorpresi che le responsabilità venissero addebitate ad attori secondari o le cosiddette seconde file utili, in questo caso si, come capri espiatori. 

Non ne saremo sorpresi anche alla luce di quanto emerso in questi giorni sulla stampa rispetto all’atteggiamento verso chi osa rendere note le vere difficoltà di funzionamento della sanità. 

C’eravamo illusi che le dichiarazioni dell'assessore, segnale di un vaso colmo e della piena coscienza della gravità della situazione, potessero dare una sterzata, dopo due anni e mezzo, ad una situazione che per chi lavora nella sanità sta diventando sempre più difficile e rischia di logorare proprio le grandi professionalità che dentro di essa lavorano oltre a peggiorare la qualità dei servizi che dobbiamo dare ai nostri cittadini.

Attendiamo.