
Nel nuovo protocollo d'intesa tra Commissario del Governo e Presidente della Provincia si rettifica quanto stabilito dal protocollo sul CPR tra Fugatti e Piantedosi: i posti in accoglienza saranno realmente dimezzati progressivamente con l’apertura del centro di detenzione amministrativa.
Paolo Zanella, 24 febbraio 2026
Già oggi la Provincia autonoma di Trento ha uno dei rapporti richiedenti protezione internazionale/1000 abitanti tra i più bassi d’Italia (1,3, secondo solo alla Val d’Aosta, mentre la media italiana è di 2,4). Con questo dimezzamento si arriverà a 0,67 richiedenti asilo/1000 abitanti! Come si giustifica che una Provincia a statuto speciale come la nostra possa sottrarsi al dovere di solidarietà facendo di meno di tutte le Regioni, che da anni partecipando al riparto delle quote dei migranti secondo un principio di equità dal quale l’Autonomo Trentino si sottrae. Così facendo si mette a rischio anche la tenuta della nostra Autonomia, che non può essere usata in senso egoistico ed escludente, infischiandosene delle necessarie perequazioni su temi di portata nazionale come quello migratorio.
Lasciare altre 350 persone fuori accoglienza non frenerà di certo gli arrivi, aumenterà solamente le persone che dormono sotto i ponti, marginalizzate e preda della microcriminalità. D’altronde Fugatti vuole proprio questo: alimentare l’insicurezza nel capoluogo per costruire una narrazione sui “migranti brutta gente”, così da fornire risposte securitarie, come fanno a livello nazionale il suo Segretario Salvini e la premier Meloni.
Quindi pensare a progetti di inserimento - con le risorse che la minoranza ha fatto stanziare in bilancio - va bene, ma non se si pensa a un’accoglienza che esclude gran parte di chi arriva. Pensiamo alle donne che non trovano un posto in accoglienza per richiedenti asilo e per le quali si era promessa una soluzione e che invece sappiamo essere di nuovo in strada perché i posti nei dormitori - tra l’altro aperti solo di notte - non bastano. Cosa succederà quando i posti in accoglienza diminuiranno ancora?!
E la smetta il Presidente Fugatti anche con la narrazione per cui è proprio in virtù del CPR che potrà ridurre i posti in accoglienza. Tutte le Regioni che hanno un CPR accolgono numeri di richiedenti asilo/1000 abitanti che sono 3-4 volte quelli che andremo ad accogliere noi con il dimezzamento dei posti in accoglienza. Un CPR non influenza minimamente il numero di persone presenti sul territorio. Influenza invece la qualità della vita e il rispetto dei diritti che in quel contesto vengono meno, come evidenzia il secondo rapporto del Tavolo Asilo e Immigrazione “CPR d’Italia: istituzioni totali” del gennaio scorso. Motivo sufficiente per continuare a dirmi fermamente contrario alla realizzazione di quella struttura.
Paolo Zanella
consigliere provinciale del Partito Democratico del Trentino