Trento Italo Gilmozzi, candidato unico alla carica di coordinatore cittadino, ha presentato ieri la sua squadra e il programma del Partito Democratico del Trentino

Italo Gilmozzi, candidato unico alla carica di coordinatore cittadino, ha presentato ieri la sua squadra e il programma del Partito Democratico del Trentino presso l’Auditorium della circoscrizione Santa Chiara. Gilmozzi è stato il «regista» dei lavori pubblici cittadini per circa 15 anni, consigliere comunale dal 2005 al 2025 e assessore con tre sindaci differenti.
Trento, 26 febbraio 2026

Gilmozzi, come si sente oggi?

«Sono consapevole di dover affrontare un impegno notevole, credo di dover restituire molto al partito per tutto quello che mi ha dato in questi anni. Quando mi hanno proposto di accompagnarlo in questa fase abbastanza complicata, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, ho accettato volentieri».

Qual è, secondo lei, la grande sfida del partito in quest’epoca?

«Mi fa sorridere quando definiscono il Pd “partito del no”, fin dalla sua costituzione ha governato la città ed è sempre stato premiato dagli elettori. Qualche volta dice sì e qualche volta no, guardando a ciò che è meglio. La sfida è raggiungere sempre più elettori: in città abbiamo il 30%, ma considerando l’astensionismo significa solo una persona e mezza su dieci».

Quale sarà la sua squadra?

«La vicesegretaria sarà Chiara Sartori, con cui ho un lungo rapporto di stima. Ci saranno poi Andrea Vilardi, Lorena Bridi, Fabrizio Cucchiaro, Vittoria De Mare, Daniele Michelini, Caterina Moser, Federico Zappini e Francesca Tomasi. Alcuni hanno una certa esperienza, altri sono più giovani. Sarà veramente un lavoro di squadra e tutti avranno un ruolo centrale, confido in questa innovazione e ho grande fiducia per il futuro».

Veniamo a qualche tema concreto: quale è la vostra posizione sull’inceneritore?

«Siamo in linea con quanto dichiarato dal sindaco Ianeselli e dall’assessore Bugnara, che non hanno detto no come qualcuno ha scritto. Non siamo aprioristicamente né per il no né per il sì. Si valuteranno i dati e il parere dell’Egato, l’ente gestore dello smaltimento dei rifiuti, e poi si deciderà».

Da Roma è arrivato il rifiuto rispetto alla presenza dell’esercito in città. Cosa ne pensa?

«A differenza da quanto detto da molti, il centrosinistra è per la sicurezza e lo abbiamo dimostrato con questa richiesta, volevamo dare una risposta ai cittadini. Dopodiché, prendiamo atto della decisione del Ministero, la sicurezza è competenza dello Stato e non del Comune, nonostante l’opposizione di destra dia sempre la colpa al sindaco».

Ultimamente, il rapporto tra città e Provincia appare sempre più conflittuale. Come se lo spiega?

«Siamo passati da un rapporto istituzionale a uno scontro politico, secondo me molto negativo. Ci sono state scelte imposte dall’alto che non aiutano la collaborazione, ad esempio la riqualificazione dell’area di San Vincenzo. In più occasioni, il sindaco ha cercato di riportare il confronto su un livello istituzionale, ma serve una visione unitaria da parte di tutti».

Come interpreta invece la vicenda di Gerosa, sempre più isolata nella propria coalizione?

«La maggioranza provinciale è decisamente spaccata. Questo non fa bene innanzitutto ai cittadini, perché così è difficile lavorare bene. Anche per questo, il centrosinistra deve essere competitivo alle prossime elezioni provinciali in modo tale da offrire ai cittadini una maggioranza più coesa di quella attualmente al governo».