
Un pubblico numeroso, attento e partecipe, con tanti giovani presenti e interessati ad approfondire all'incontro sul referendum costituzionale del 22-23 marzo organizzato dal Pd del Trentino al Palazzo della Regione con Debora Serracchiani e il costituzionalista Roberto Toniatti. Trento, 23 febbraio 2026
Ospite a Trento, la deputata PD e responsabile Giustizia Debora Serracchiani ha chiarito perché non siamo di fronte a una semplice riforma della giustizia né a un vero intervento sulla separazione delle carriere: “Con la riforma Cartabia già oggi è consentito un solo passaggio di carriera dopo nove anni di attività, dovendo spesso cambiare anche regione. E’ una situazione che riguarda soltanto trenta magistrati su 9500 all’anno. Invece si cambiano ben sette articoli della Costituzione, perché l’obiettivo vero è intervenire sull’equilibrio costituzionale, togliendo indipendenza alla magistratura affinché il potere politico possa avere le mani libere”.
Al centro delle critiche anche l’introduzione del sorteggio dei membri togati del CSM direttamente in Costituzione: “È un unicum a livello mondiale. Privare un magistrato della possibilità di eleggere chi lo rappresenta al Consiglio superiore della magistratura è una scelta antidemocratica. Il sorteggio dei magistrati fu presentato da Giorgio Almirante nel 1971. È un'idea che viene da lontano. Sullo sfondo, c'è la riforma del premierato. Il ministro Nordio ha detto che hanno dovuto correre sulla riforma della giustizia per fare quella del premierato. Alla fine di questo percorso avremmo non solo un'altra Costituzione, ma un'altra forma di governo”
Preoccupazione condivisa dal professor Roberto Toniatti, che ha evidenziato il rischio di un pericoloso squilibrio tra i poteri dello Stato e ha contestato il metodo adottato dal governo: “Quando si cambia la Costituzione si deve cercare la maggioranza più ampia possibile. In questo caso si è chiusa la porta a ogni dialogo con l’opposizione”. La riforma, è stato ribadito, non affronta i reali problemi della giustizia e interviene per la prima volta sui principi fondamentali, mettendo in discussione la separazione dei poteri. Come ha concluso Serracchiani: “Si vuole scardinare il sistema costituzionale e togliere alla magistratura la possibilità di garantire i controlli di legalità sull’azione di governo”.