Comunali pagina 7

Il baby-sindaco che ama le sfide contro i giganti

Giacomo Pasquazzo non ha ancora compiuto ventiquattro anni, è il sindaco-baby del Trentino, ed è come un Davide contro Golia. Ma non aspettatevi il Renzi o il Salvini formato mignon. Pasquazzo è ancora timido e prudente. Eppure è un piccolo fenomeno.
P. Mantovan, "Trentino", 17 maggio 2015

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#ROVERETO - GEROLA: «Abbiamo ideato il Comune sociale. Con Valduga sarà tutto cancellato»

Fabrizio Gerola, assessore alle politiche sociali uscente, è stato premiato dalle urne. Domenica scorsa ha incassato 326 preferenze, secondo più votato del Pd e pure di tutto il lotto dei 450 candidati. In cinque anni di giunta ha dovuto lavorare duro, perché la voce «welfare», in tempi di spending review e sforbiciate ai bilanci, è quella che riceve meno denari.
N. Guarnieri, "L'Adige", 17 maggio 2015

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#MORI - Olivi attacca Moiola: «Da lui vere idiozie»

 «Le dichiarazioni di Moiola sono autentiche idiozie»: a dirlo è il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi, che si riferisce all’uscita pubblicata ieri in cui Moiola sosteneva che come sindaco di Mori Roberto Caliari non avrebbe fatto altro che continuare il lavoro che faceva prima (direttore dell’ufficio aree industriali della Provincia) sotto ordine di Olivi e che assieme al suo vice Barozzi avrebbe favorito l’insediamento dell’impianto gassificatore alle Casotte.
"Trentino", 17 maggio 2015

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#CLES - «Rimango in consiglio a fare opposizione»

«Sono stata votata anch'io, e per rispetto di chi mi ha dato fiducia non lascio il consiglio comunale». Lo ha detto Maria Pia Flaim intervenendo ieri alla conferenza stampa della coalizione che l'ha sostenuta nella recente campagna elettorale. «Coalizione che rimarrà coesa, salda ed attiva anche sui banchi dell'opposizione seppure con i tre gruppi distinti (Pd, Gruppo Civico di Centro e Ascoltiamo Cles) così come era stata nei cinque anni in cui abbiamo guidato il comune», ha sottolineato l'ex prima cittadina.
"Trentino", 17 maggio 2015

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"Se non ci diamo un progetto comune il Trentino sarà dei comitati elettorali"

"Se ci limitiamo ad occuparci della partecipazione, senza trasmettere un progetto politico di coalizione, il centrosinistra rischia di restare intrappolato. Se non si ha uno sguardo all'orizzonte e non si spiega agli elettori perché si fanno le cose, se non ci sono più destra e sinistra, coltiviamo il brodo in cui facciamo crescere un civismo più populista che popolare". Sul PD: "Dobbiamo dire chiaramente che non vogliamo limitarci a fare i cani da guardia degli altri, accontentandoci di governare i comuni: dobbiamo uscire dalla subalternità".
A. Papayannidis, "Corriere del Trentino", 15 maggio 2015
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Insieme e uniti faremo la differenza!

Carissimi tutti del Partito Democratico Trentino,
la generosità è stata sicuramente un valore aggiunto di questa campagna elettorale. Generosità nel dare la disponibilità, nel metterci la faccia, nel lavorare per crescere insieme e per portare alle nostre città la nostra proposta politica.
Dovunque l’impegno è stato grande, pur con luci ed ombre nei risultati e ne dovremmo parlare per capire come migliorare, soprattutto come recuperare quel 47% di cittadini, specie i giovani che non si è fatto trovare.

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Per una nuova visione di società

In merito all’intervista che ho rilasciato ieri sul Trentino, intervengo qui per meglio spiegare alcuni suoi passaggi chiave con l’auspicio di chiarire, spero una volta per tutte, la mia posizione di segretaria provinciale del PD del Trentino e il ruolo degli organi dirigenti dello stesso. Senza ripercorrere gli ultimi mesi di attività politica che hanno avuto come risultato il successo del Partito Democratico del Trentino e della coalizione di centro sinistra autonomista, dove questa si è presentata compatta nella maggior parte dei comuni del Trentino, oggi ci troviamo a fare un ulteriore sforzo per affermare la nostra maggioranza nei quattro comuni dove non siamo riusciti a eleggere i nostri candidati sindaci al primo turno.
Giulia Robol, 14 maggio 2015

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"Coalizione vincente, ma servono idee nuove. L'Upt si avvicini al PD"

"Alla forza nazionale corrisponde una certa inadeguatezza dell'offerta a livello locale. Il rischio da cui dobbiamo guardarci come la peste è che dietro il consenso nazionale si scateni una guerra tra dirigenti per impossessarsi del brand vincente. L'esempio di Fi ci dice che quando l'immagine nazionale si sgonfia e il radicamento locale manca, tutto svanisce molto rapidamente. In Trentino da un po' di tempo si va avanti per forza d'inerzia, ricorrendo a un patrimonio d'idee accumulato nel passato".
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 14 maggio 2015
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