Caporalato trentino: un rischio da combattere subito

Esprimo il più sentito plauso e ringraziamento alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza ed al Servizio Lavoro della Provincia per la straordinaria operazione che ha smantellato una rete criminale dedita al caporalato e allo sfruttamento di 84 lavoratori stranieri assunti nel comparto agricolo e ridotti in condizioni degradanti.
Lucia Maestri, 22 ottobre 2026

 

Il successo investigativo porta alla luce quanto la piaga del caporalato possa diffondersi anche fra le nostre valli, ritenute fino a poco tempo fa immuni da simili pericoli.

Al di là del caso specifico, la questione merita ulteriori attenzioni istituzionali, nonché il potenziamento degli organici dell’Ufficio Ispettivo del Servizio Lavoro della P.A.T., allo scopo di individuare ogni possibile forma di reato connesso al lavoro – dal caporalato appunto alla sicurezza sul lavoro – ma anche cercando di creare nuovi canali di prevenzione attraverso una conoscenza più diretta dei rischi connessi al lavoro agricolo.

Si potrebbero cioè attivare collaborazioni pratiche, anche con le Organizzazioni sindacali di categoria e con le realtà della produzione e della commercializzazione, con corsi formativi obbligatori ai fini dell’assunzione di manodopera addetta ai lavori agricoli. Reprimere non è infatti – di per sé – sufficiente, mentre va creata, soprattutto nelle giovani generazioni di imprenditori, una cultura del lavoro e del suo rispetto, che è l’unico vero argine possibile al dilagare dei rischi e dei pericoli per il lavoro in agricoltura e non solo.