Scuola ed educazione sessuoaffettiva in Trentino: «Inaccettabile l'atteggiamento frontale e opportunisticamente maternalista dell'Assessora Gerosa»

Un atteggiamento così frontale e di scontro da parte dell’Assessora Gerosa nei confronti della protesta degli insegnanti non può e non deve essere accettato. Se il corpo docente è arrivato a promuovere forme di mobilitazione come l’astensione dall’adesione alle gite, è primariamente per chiedere una reale e doverosa rivalutazione del ruolo sociale, professionale ed economico della propria professione.
Trento, 12 ottobre 2026

 

L’atteggiamento maternalistico esibito dall’Assessora Francesca Gerosa nei confronti  degli studenti e delle studentesse (che definisce “i nostri ragazzi”) appare, come sempre, profondamente opportunistico: cerca di spostare il punto della questione strumentalizzando il bene dei giovani per colpire chi, ogni giorno, garantisce la tenuta del nostro sistema scolastico.

Anziché avviare un dialogo cercando di comprendere e mediare, come una esponente dell’esecutivo dovrebbe fare, Gerosa esacerba i toni e alza ancora lo scontro! 

Bene, invece, fa a volersi recare in Svezia per studiare modelli educativi innovativi. Proprio in Svezia, tra l’altro, l’educazione sessuoaffettiva è una disciplina obbligatoria e inserita a pieno titolo nei curricula scolastici fin dal 1955. Vada, quindi, pure al Nord con l’auspicio che il viaggio non sia vano. Torni con buoni spunti da applicare in Trentino esercitando per davvero l’Autonomia, senza essere prona a Roma. Non abbiamo davvero bisogno che intervenga il Ministro ad insegnarci  come dobbiamo piegarci ai suoi diktat. L’esercizio delle nostre prerogative in attuazione dello Statuto di autonomia deve rimanere un baluardo inscalfibile. 

Risulta inoltre ipocrita l’aggressività scaricata contro i professionisti dell'Azienda Sanitaria (ASUIT) che hanno inviato le comunicazioni alle scuole. L'Assessorato sa benissimo che tra il Dipartimento Prevenzione e il Dipartimento Istruzione sono intercorsi precisi confronti, all'esito dei quali lo stesso Dipartimento Istruzione ha prima concesso libero accesso e successivamente ha confermato la sottoposizione a valutazione dei curriculum e del materiale didattico.

La presunta colpa e la confusione generata in queste settimane non ricadono affatto in altri se non in capo all’Assessorato e al Dipartimento Istruzione, evidentemente incapaci di gestire le conseguenze dirette delle loro stesse scelte e disposizioni.

 

Francesca Parolari (PD del Trentino)                                        

Lucia Maestri (PD del Trentino)

Michele Malfer (Campobase)

Paola Demagri (Casa Autonomia.eu)                                

Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra)