
La povertà è sempre più diffusa in Italia e anche in Trentino. Oggi la quota di chi si colloca nel ceto medio è scesa al 37%. Sempre più persone sono passate ai ceti popolari. Allo stesso tempo, aumentano la rabbia sociale e l'ansia. È questo, in estrema sintesi, quanto è emerso agli Stati generali del welfare.
"Il T Quotidiano", 7 ottobre 2026
Il ceto medio in difficoltà
Si tratta dell'appuntamento, arrivato quest'anno alla quarta edizione, dedicato alle politiche sociali trentine che mette in luce e nuove forme di vulnerabilità e il ruolo del welfare. L'evento, ospitato sabato mattina ai Magazzini della cooperativa sociale Il Gabbiano a Trento, è stato uno degli appuntamenti della 12esima Settimana dell'Accoglienza, dedicata al tema delle sicurezze e del vivere la comunità. Questo fenomeno di spinta verso il basso senza sosta che vive la società negli ultimi anni è stato percepito anche da chi amministra territori importanti come i Comuni di Trento e di Rovereto. Sabato mattina erano presenti anche le assessore che curano le deleghe legate alle politiche sociali nei propri territori: Giulia Casonato (Trento) e Arianna Miorandi (Rovereto).
Richieste in crescita
Entrambe confermano che, anche grazie al supporto dei dati forniti agli Stati generali, questo scivolamento verso una maggiore difficoltà economica è evidente anche alla politica. «Lo vediamo anche sull'aumento dei numeri dei nuclei che vengono da noi al servizio sociale a chiedere un supporto — spiega Casonato — Certo, non solo su questioni di natura economica, ma anche di altro tipo». A Rovereto, invece, ciò che ha reso più vivida la percezione della situazione è la questione dell'«emergenza casa», che ha un doppio legame con l'impoverimento. La difficoltà, in questo campo non è dato solo da problemi di natura economica, ma anche da un panorama immobiliare che è in salita, in controtendenza rispetto alle possibilità reali della gente.
Spazi di comunità e alloggi
«La percezione dell'improverimento del ceto medio che ovviamente arriva poi ai servizi sociali a Rovereto l'abbiamo visto negli ultimi due anni sull'emergenza abitativa», osserva Miorandi. «Tanti nuclei o persone singole sono arrivati ai servizi sociali per la prima volta per chiedere un aiuto sulla casa. Questo tema è il più evidente, quello gli affitti che sono alti. Persone che hanno un un lavoro, un contratto a tempo indeterminato, non possono pagare un affitto così alto».
Gli strumenti di welfare ci sono, alcuni provinciali, altri anche comunali. A Rovereto l'amminsitrazione è al lavoro sulla questione abitativa A Trento, invece, Casonato sottolinea come «di fronte a questo scenario di povertà in aumento, dobbiamo tener conto che questo si risolve un po' all'origine, quindi ragionando sul tema del lavoro, sulla produttività. Non si può risolvere questa situazione solamente con politiche di welfare. Il nostro impegno è volto anche a consolidare delle reti attorno alle persone. Penso all'attività molto forte che stiamo facendo sugli spazi di comunità. Ne abbiamo diversi in attivazione: a Trento sud, ai Solteri, ai Casoni».
Rovereto punta all'orizzonte con i progetti sulla casa e non solo. «Dal 2024 la nuova amministrazione sta affrontando in maniera articolata la questione casa. Abbiamo alcune progettualità in corso come il bando per i lavoratori, perché anche quello riguarda il ceto medio. Venerdì in via Maioliche presenteremo anche il Condominio solidale i cui beneficiari saranno persone della classe media, perché comunque saranno appartamenti dati a canone moderato». Lo sguardo degli amministratori si rivolge anche alla povertà economica e alimentare. «Da poco» conclude l'assessora comunale di Rovereto, «abbiamo inaugurato gli spazi del dell'Emporio Solidale Ri-Cibo, per la lotta allo speco alimentare. Il progetto è in collaborazione con Trentino Solidale e con Caritas».