Mese dell’Alzheimer: una riflessione sull’integrazione dei familiari e la gestione dei nuclei dedicati nelle RSA
«Un’opportunità per fare il punto con le strutture del territorio: sostenere l’alleanza tra operatori e famiglie è fondamentale per la cura delle persone con demenza.» Settembre è il Mese Mondiale dell’Alzheimer, una ricorrenza preziosa per accendere i riflettori sulla complessità delle demenze e sull'importanza della presa in carico integrata.
Francesca Parolari, 21 settembre 2026
In questo contesto di sensibilizzazione, la consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino Francesca Parolari ha depositato un’interrogazione a risposta scritta ponendo l'attenzione sul ruolo centrale della presenza dei familiari accanto ai residenti accolti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) del Trentino.
L’iniziativa parte dal presupposto scientifico che il contatto continuativo con i congiunti rappresenta una risorsa preziosa per il benessere terapeutico ed emotivo dell'anziano. La "storia di vita" di cui i familiari sono custodi costituisce un supporto fondamentale per le équipe multidisciplinari e per il prezioso lavoro quotidiano svolto dagli operatori (medici, infermieri, psicologi, educatori e OSS), utile per personalizzare i Piani Assistenziali Individualizzati (PAI) e prevenire situazioni di disagio o ansia.
L'obiettivo dell’interrogazione è favorire un confronto informato su alcune diversità di gestione riscontrate sul territorio:
- Modalità di visita: In alcune realtà si evidenziano fasce orarie d'accesso nei nuclei dedicati più rigide rispetto al resto della struttura. Il rischio è che l'inserimento in RSA finisca per tradursi in una separazione eccessiva dal proprio nucleo familiare, affidando all'istituzione la quasi totalità della gestione della persona e relegando la presenza della famiglia a una possibilità rigidamente regolamentata.
- Continuità affettiva: Trattandosi di un'area in cui il contatto umano è un vero e proprio strumento assistenziale, è utile incoraggiare la massima apertura possibile in sicurezza per l'ospite e per il lavoro del personale. Paradossalmente, infatti, la maggiore restrizione riguarda persone per le quali la continuità delle relazioni affettive e la conoscenza della storia personale assumono un'importanza assistenziale ancora maggiore.
- Apertura degli spazi: Si evidenzia l'opportunità di accompagnare le strutture nel bilanciare le necessarie esigenze di protezione con occasioni di socializzazione aperta.
Questo approccio si inserisce nel solco tracciato dal paragrafo 9 delle Direttive provinciali 2026, che invitano le RSA a promuovere buone pratiche pianificate per agevolare il sostegno affettivo e prevenire l'isolamento degli anziani.
In uno spirito costruttivo e di supporto alle strutture socio-sanitarie provinciali, la consigliera Parolari chiede alla Giunta provinciale:
- Un quadro aggiornato sulla disponibilità di posti letto e sulle differenti modalità organizzative e di accesso attualmente in uso nei nuclei dedicati.
- L'attivazione di un approfondimento tecnico volto a verificare se le modalità organizzative applicate nei nuclei Alzheimer siano rispettose e coerenti con la libertà di movimento, il benessere psicoemotivo e le linee guida non farmacologiche.
- Gli strumenti di accompagnamento e monitoraggio che la Provincia intende mettere a disposizione per garantire in concreto il diritto alla vita relazionale e familiare delle persone anziane fragili accolte nelle RSA provinciali e, in particolare, delle persone accolte nei nuclei per le demenze.
IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE