Ok a emendamenti delle minoranze «Così riportiamo le persone al centro»

Siamo stati bravi», se lo dicono da soli i consiglieri e le consigliere di Pd, Campobase, Casa Autonomia e Avs. «La coalizione si è mossa all'unisono e come minoranze siamo rimaste unite anche con Onda di Filippo Degasperi. L'obiettivo era quello di «puntare sul sostengo delle persone più fragili, sul territorio, sulla casa e su altri temi che crediamo importanti», osserva a nome di tutta l'Alleanza democratica autonomista Francesco Valduga."Il T Quotidiano", 1 agosto 2026
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Ieri, subito dopo la firma dell'accordo sugli ordini del giorni e sugli emendamenti, la conferenza stampa: «Dopo un po' di resistenza c'è stata la disponibilità della maggioranza, perché ha capito che c'era un fronte compatto. Abbiamo ottenuto una cifra che ci soddisfa». Inizialmente il «peso» delle proposte di merito del centrosinistra si aggirava sui 15 milioni, scesi però a 10 sul bilancio del 2026 dopo il confronto con la giunta.

Obiettivi raggiunti

Sul tema della casa, la minoranza ha portato a casa il «reso continuativo» sul contributo all'affitto (1,4 milioni sul triennio), l'accesso solo con la soglia Icef per il contributo alla prima casa e l'accesso agli alloggi Itea non locati anche al personale dei servizi pubblici, come medici e infermieri. Poi sui giovani: 1,5 milioni per l'incentivo all'assunzione di figure altamente specializzate, e altri 1,5 milioni in favore di lavoratori giovani svantaggiati. Ecco invece quanto ottenuto sul welfare: 4 milioni per ogni anno del triennio per l'armonizzazione di contratti del comparto sanità e un adeguamento dell'assegno di cura e trasporto per non autosufficienti. Passa l'emendamento sul contrasto alle isole di calore, con 1,2 milioni stanziati per la depavimentazione e la rinaturalizzazione. E poi il trasporto pubblico, 400mila euro nel 2026 per l'attrattività del personale per Trentino Trasporti. E infine la scuola: per quella d'infanzia il finanziamento della flessibilità e la previsione di concorsi straordinari per insegnanti della primaria.

Soddisfazione

​«Per quanto mi riguarda sono particolarmente contenta e soddisfatta — afferma Lucia Coppola di Avs — in particolare per il finanziamento sulle isole di calore». Soddisfatta anche Paola Demagri di Casa Autonomia: «Dieci milioni milioni di grande valore che riportano le persone al centro. Dieci milioni di grande valore che non si perderanno assolutamente nei 600 milioni di questa manovra, ma che daranno valore alla manovra stessa, proprio per le questioni che sono state toccate, che erano rimaste fuori volutamente nel dimenticatoio e a cui noi abbiamo dato grande dignità». E così Alessio Manica del Pd: «Non possiamo che giudicare in modo positivo l'esito di questa trattativa, sempre faticosa, ma che ha saputo rompere il muro di chiusura inizialmente posto dalla giunta. Ma non possiamo dirci soddisfatti della manovra in sé perché i limiti sono molti». Ma la promessa è di tornare a breve a rilanciare: «Tra qualche mese, in occasione del bilancio di previsione, in autunno». Tutti gli interventi hanno sottolineato una altro aspetto: «Noi non abbiamo a disposizione un ufficio ragioneria del Consiglio provinciale che metta a disposizione i conti del bilancio, dobbiamo fare miracoli per recuperare i dati». E da qui il ringraziamento corale «ai nostri collaboratori dei gruppi. Senza di loro non saremmo riusciti a confezionare queste proposte che poi sono state approvate».

Vittoria per Onda

Tra le minoranze, oltre al centrosinistra, c'è anche Onda, con Filippo Degasperi: «Noi ci eravamo prefissati un obiettivo puntuale, che era quello di sgombrare il campo dalle scuse che finora sono state accampate per evitare di sistemare la questione degli insegnanti delle scuole musicali». Degasperi è dunque contento di aver ottenuto lo stanziamento delle risorse necessarie per armonizzare i trattamenti economici e il trattamento giuridico di questi lavoratori: «E abbiamo impegnato la giunta a mettere in campo gli strumenti per arrivare entro il 2026 a questa benedetta armonizzazione che si aspetta da 15 anni». Non solo gli stipendi, dunque, ma anche trattamento giuridico: «Oltre alla parte economica — dice infatti Degasperi — ci sono anche degli aspetti del loro contratto che li sottopongono a una discriminazione evidente rispetto ai colleghi delle scuole medie, al cui contratto sarebbero agganciati se la Provincia fosse disponibile a mettere le risorse». Che ora ci sono: «E vanno usate».