Proposta di voto sul consenso: maggioranza in stallo e voto rinviato a settembre

Uno stallo imbarazzante, che si traduce nell’ennesimo rinvio strategico. Davanti alla Proposta di voto n. 8 — presentata dal Partito Democratico del Trentino, a prima firma Calzà, per riaffermare il principio del consenso libero, attuale ed esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale — la maggioranza di centrodestra in Consiglio provinciale ha scelto di non decidere, bloccando il voto e rimandando la discussione al prossimo settembre.
Trento, 14 luglio 2026

Per il Gruppo del Partito Democratico si tratta di un atteggiamento politicamente inaccettabile.

La scelta della maggioranza di prendere tempo contrasta drammaticamente con i dati ufficiali sulla violenza di genere nel nostro territorio. Il report dell'Osservatorio provinciale fotografa una realtà allarmante.

Il fulcro della proposta di voto presentata dal PD mira a sollecitare il Parlamento affinché la riforma del Codice penale (art. 609-bis) mantenga al centro il principio del consenso, in linea con la Convenzione di Istanbul. Il tentativo, voluto dalla Lega, in corso al Senato di ribaltare questo impianto — costringendo a dimostrare l'esplicito dissenso o la "volontà contraria" della vittima — rappresenta un arretramento giuridico pericolosissimo.

La maggioranza provinciale ha provato a proporre una "mediazione" sul testo del documento, ipotesi rispedita fermamente al mittente dal Partito Democratico.

Il PD chiede che il Senato torni alla formulazione approvata all'unanimità dalla Camera dei Deputati, senza emendamenti restrittivi o riduzioni di pena.

«La maggioranza ha dimostrato tutte le sue contraddizioni interne su un tema che dovrebbe unire in modo trasversale», concludono i consiglieri firmatari della proposta «Rimandare a settembre è solo un modo per nascondere le proprie crepe. Noi non faremo un solo passo indietro: la battaglia per l'autodeterminazione e la tutela delle vittime di violenza esige una presa di posizione netta. Su questo, la Provincia di Trento deve far sentire la propria voce senza ambiguità, come hanno fatto diversi comuni come Riva del Garda e Brentonico dove c’è stato voto unanime anche grazie al sostegno del PATT.