Assestamento di bilancio: la giunta continua con l’“avanzo programmato” sulle spalle di famiglie e Comuni

Siamo ormai all'ottavo anno di questa gestione e la manovra di assestamento di bilancio presentata dalla Giunta provinciale ricalca, in modo quasi ossessivo, lo stesso identico spartito: massicci investimenti in opere pubbliche e i soliti aiuti ai medesimi settori economici, mentre per le famiglie e i servizi essenziali, in parte in capo ai Comuni e alle Comunità di Valle, restano solo le briciole. 
Trento, 9 luglio 2026

Le entrate sottostimate per il solito avanzo programmato

A lasciare fortemente perplessi è la composizione dell'avanzo di amministrazione. Anche quest’anno ci troviamo di fronte a ben 293 milioni di euro di maggiori trasferimenti statali legati a entrate tributarie non previste. Ci chiediamo come sia possibile. Se la crescita del PIL prevista nella NADEFP 2025-27 - sulla quale si stima l’andamento economico provinciale per definire il bilancio - era del 1,1% (rivista poi al ribasso con il DEFP tra 0,5% e lo 0,7% riducendo di 53 milioni le entrate) e in realtà si è attestata allo 0,5% come è possibile che vi siano tutte queste maggiori entrate tributarie?! Nemmeno l’inflazione che potrebbe giustificare maggiore IVA giustifica questi numeri, perché per il Trentino nel 2025 era stata stimata dall'ISTAT all'1,8% ed è fortunatamente stata dell'1,2%, prima di riprendere a salire nel 2026. Mancano quindi i presupposti macroeconomici per giustificare un simile boom spontaneo di gettito. Il sospetto, che ormai è quasi una certezza vista la sistematicità del fenomeno negli anni, è che si tratti di un deliberato eccesso di prudenza persottostimare le entrate. Un espediente contabile utile a generare un avanzo programmato da destinare poi alle spese in conto capitale - le opere - a scapito di maggiori investimenti in spesa corrente.

Famiglie, casa e sanità: zero risposte alla crisi del potere d'acquisto

Mentre Fugatti investe solo in opere il bilancio di molte famiglie trentine è in rosso a causa dell'erosione del potere d'acquisto dei loro salari. Eppure, in questa manovra non c’è nulla di nuovo per contrastare questo fenomeno e la difficoltà ad arrivare a fine mese.

Le misure per le famiglie sbandierate nella relazione illustrativa all’assestamento sono semplicemente la prosecuzione di interventi già in atto: non c'è nulla di nuovo che sia realmente  incisivo. Non si è voluto procedere all'indicizzazione dell'Icef per ampliare la platea dei beneficiari dei sostegni, adeguandone anche l’entità al costo della vita, a partire dall’assegno di cura per aiutare le tante famiglie con anziani a carico; non si è voluto vincolare maggiormente gli aiuti pubblici alle imprese a una reale redistribuzione salariale; sul fronte del rinnovo contrattuale ci si nasconde dietro al fatto che si è già fatto nelle scorse manovre, mentre il potere di acquisto anche per i dipendenti pubblici è stato ampiamente eroso, nonostante gli aumenti; anche sull’annunciato Piano industriale che, attraverso la crescita avrebbe ricadute positive anche su lavoratori e famiglie, non c’è nulla così come sul passaggio generazionale; sul fronte dell’emergenza abitativa l'assestamento si dimostra debole e privo di una visione strutturale, investendo risorse su interventi che non aggrediscono il problema.

 

Enti locali in affanno, vanno sostenuti

La scelta di congelare le risorse nella spesa per investimenti toglie ossigeno anche agli enti locali, che tra l’altro lamentano sempre scarsa capacità programmatoria della Provincia e il mancato coinvolgimento ex ante nella definizione delle manovre. Quei milioni di extragettito avrebbero dovuto trovare spazio nella pianificazione ordinaria della spesa corrente anche per sostenere i Comuni che sono sempre più in affanno per carenza di personale e difficoltà a chiudere i bilanci, anche perché i bisogni di cui si devono occupare - a partire dal sociale con le Comunità di valle - sono in aumento. Invece anche a loro le briciole. 

Le nostre proposte in aula

Non possiamo accettare che l'Autonomia si riduca a un grande ufficio tecnico che progetta asfalto e cemento - adesso pure cercando di velocizzare le tante opere ferme con l’escamotage del massimo ribasso che riduce la qualità e penalizza le imprese locali - dimenticandosi delle persone. In vista della discussione in aula, ci faremo carico di fare le nostre proposte che rimettano al centro le persone: il potere d'acquisto delle famiglie e il recupero salariale di lavoratori e lavoratrici, il diritto alla salute e alla casa.

 

Alessio Manica, capogruppo provinciale PDT

Paolo Zanella e Mariachiara Franzoia, consiglieri della Prima Commissione permanente PDT