
In queste settimane stiamo assistendo a qualcosa che l’Albania non vedeva da decenni. Migliaia di cittadini stanno scendendo in piazza per difendere il proprio territorio e per dire che ci sono limiti che non possono essere superati, nemmeno in nome degli investimenti e dello sviluppo.
Trento, 6 luglio 2026
Le proteste nate contro il progetto sostenuto dalla famiglia Trump non riguardano soltanto un intervento edilizio. Riguardano un principio molto più grande: la difesa di un patrimonio naturale unico e il diritto dei cittadini di decidere quale futuro dare al proprio Paese.
Preoccupa il fatto che siano state modificate norme che garantivano la tutela di aree protette per rendere possibili operazioni che fino a poco tempo fa non sarebbero state consentite. Quando le regole vengono cambiate per favorire interessi particolari, è comprensibile che tanti cittadini sentano il dovere di mobilitarsi.
Questa mobilitazione, partita dall’Albania, sta coinvolgendo sempre più comunità albanesi nel mondo. Anche in Italia si stanno organizzando iniziative di solidarietà: ieri si è svolta una manifestazione anche a Bolzano, a testimonianza di quanto questo tema sia sentito da chi, pur vivendo all’estero, continua a sentirsi profondamente legato alla propria terra.
Come rappresentanti delle istituzioni vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla comunità albanese che vive in Trentino-Alto Adige, in Italia e a tutti i cittadini che stanno manifestando in modo pacifico e democratico.
La popolazione albanese scende in piazza a dire che l’Albania non è in vendita.
È la casa di un popolo che oggi chiede rispetto, trasparenza e un futuro costruito senza sacrificare ciò che appartiene a tutti.
Gli siamo vicini.
Sara Ferrari
Deputata del Trentino-Alto Adige
Luigi Spagnolli
Senatore del Trentino-Alto Adige
Kristofor Ceko
Consigliere comunale di Trento