
Come e’ oramai consueto apprendiamo dalla stampa i primi dati dell'assestamento di bilancio provinciale e come è consuetudine da qualche anno prendiamo atto della disponibilità di oltre mezzo miliardo di euro.
Trento, 23 giugno 2026
Se quest’anno (finalmente) la compartecipazione al gettito erariale è stata meglio stimata in bilancio, resta comunque alta la quota di avanzo libero. Che lo si destini al solito - per oltre l’80% - a opere pubbliche, con tutti i bisogni che manifestano le famiglie alla luce della perdita rilevante del potere d'acquisto emerso anche dalla recente conferenza d’informazione, è davvero incomprensibile.
Sappiamo benissimo che gran parte dell'avanzo lo si può destinare a spesa estemporanea e quindi a investimenti in conto capitale. Ma sappiamo anche quanti miliardi sono accantonati in Banca d’Italia perché queste opere hanno gestazioni lunghissime!
Allora, visti i costanti avanzi di centinaia di milioni, ci si chiede se diverse decine di milioni non possano essere messi a bilancio già a dicembre per aiutare le famiglie, quantificando meglio le spese nei diversi capitoli.
Tra le priorità che evidenziamo da anni ci sono l’indicizzazione delle misure di welfare - a partire dall'assegno di cura e dell’ICEF utilizzato per darvi accesso - allargando la platea oggi esclusa. Pensiamo poi all'assegno unico, al sostegno all’affitto (che non può più essere per due anni con una incomprensibile pausa di un anno), a misure più efficaci contro lo sfitto per rendere accessibili gli alloggi a lavoratori e famiglie, alla reale gratuità dei nidi, al recupero del potere di acquisto dei dipendenti pubblici (per garantire quell’attrattività che nella sanità, scuola e enti locali sta venendo sempre meno).
Davvero non si capisce come possa questa Giunta ignorare la situazione socio-economica del territorio e non impiegare le risorse per attutire gli effetti delle crisi sulle famiglie.
Il gruppo consiliare del PDT