
Il resoconto della Corte dei Conti sull’attività dell’Azienda sanitaria 2024 non fa che confermare, purtroppo, le criticità strutturali che solleviamo da tempo. I dati evidenziano come, negli ultimi anni, la situazione sia addirittura peggiorata a causa di una governance politica e tecnica che non è riuscita a dare risposte efficaci.
Francesca Parolari - Paolo Zanella, 21 maggio 2026
L'analisi della magistratura contabile mette in luce nodi irrisolti che ricadono direttamente sui cittadini:
- Mancata erogazione delle prestazioni: oltre il 40% delle prestazioni richieste non viene evaso dal servizio pubblico.
- Assenza di monitoraggio e dati: l’Azienda stessa ammette di non disporre di banche dati specifiche per verificare se i pazienti non serviti abbiano rinunciato alle cure o abbiano optato per la libera professione (intramoenia). Questa carenza informativa riflette una grave lacuna nella pianificazione tecnica.
- Libera professione come scelta obbligata: una quota rilevante di utenti accede all'intramoenia semplicemente perché non trova risposta nel canale pubblico. In questo modo, la libera professione cessa di essere una libera scelta del cittadino e diventa una strada sostitutiva obbligata per garantire il diritto alla salute.
Per invertire questa tendenza non servono risposte improvvisate, ma precise scelte d'indirizzo che la governance deve attuare subito:
1. Analisi dei sistemi che garantiscono migliori risposte. Approfondire le buone pratiche già esistenti, analizzando ad esempio il modello altoatesino, dove i tempi di attesa risultano migliori e la durata delle prime visite è maggiore, anche governando diversamente la libera professione.
2. Sostegno alla medicina generale. Mettere i medici di medicina generale nelle condizioni di dedicare più tempo ai pazienti, riducendo gli aggravi burocratici e valorizzando la loro fondamentale funzione di filtro.
3. Ottimizzazione organizzativa e appropriatezza. Migliorare l’organizzazione partendo da un’analisi seria e accurata dei dati relativi ai bisogni di salute dei trentini, l'unico strumento in grado di garantire una maggiore appropriatezza della programmazione e risposta sanitaria,
cosa che da anni l’Azienda sanitaria trascura di fare in modo organico.
4. Valorizzazione del personale sanitario. Migliorare le condizioni di lavoro del personale, concertando con i medici i modi per ottimizzare l’attività lavorativa, con particolare attenzione alle due ore aggiuntive previste dal nuovo contratto.
5. Governo rigoroso del privato convenzionato. Mantenere una vigilanza e un governo più attenti del privato convenzionato, che non può selezionare le prestazioni da erogare sulla base della mera convenienza economica come sta accadendo in questo momento.
Finché i vertici politici e i manager tecnici non affronteranno con la dovuta serietà ed energia questi nodi gestionali, la situazione della nostra sanità pubblica non potrà che peggiorare. È necessario un deciso cambio di passo immediato, che chiediamo da tempo, per garantire l'efficienza del servizio e soprattutto la tutela dei cittadini.