
Il Pd prova a costruirsi in casa la classe dirigente del futuro. Nasce la «Scuola di formazione politica Renato Ballardini»: un po’ corso di formazione per amministratori, un po’ contenitore di momenti di approfondimento tematico. «Sarà un anno pilota — afferma il segretario provinciale dem Alessandro Dal Ri —I target principali sono i giovani e gli amministratori. Meglio ancora i giovani amministratori».
"Corriere del Trentino", 10 aprile 2026
Ma la scuola sarà aperta a tutti e per iscriversi basterà compilare un modulo online.Saranno tra i sette e gli otto gli incontri in programma entro luglio. Il primo si è tenuto ieri e ha visto come relatore l’europarlamentare Stefano Bonaccini. L’ex governatore dell’Emilia-Romagna, che nel 2023 aveva staccato di quasi 20 punti Elly Schlein nel voto degli iscritti Pd, prima di essere battuto alle primarie aperte, secondo Dal Ri «tiene assieme concretezza, competenza, anche amministrativa, con la capacità di dare visione».
È stato scelto, argomenta il segretario provinciale, perché «rappresenta bene l’idea di politica che questa scuola vuole provare a dare». Se Bonaccini ha affrontato il tema del futuro dell’Europa, gli altri incontri terranno insieme temi macro come la globalizzazione, la digitalizzazione, l’energia, le disuguaglianze sociali in Italia, e temi più domestici, come la sicurezza sociale in Trentino, l’autonomia e il volontariato locale. La decisione di dedicare la scuola a Ballardini, oltre a essere un omaggio all’ex partigiano e parlamentare scomparso da poco, si lega al suo ruolo nella costruzione dell’autonomia speciale.
Come osserva il segretario provinciale del Pd, «ha fatto un percorso dentro i canali dell’autonomia, ma mantenendo una connessione con Roma».Era un’epoca diversa, quella in cui il socialista contribuiva all’approvazione della legge sul divorzio. Allora la politica era percepita in modo diverso. Oggi, ammette Dal Rì, «viviamo in un tempo in cui soffre di sfiducia e superficialità: troppi cittadini la considerano distante o inutile, e troppi politici riducono i temi a slogan». È per contrastare questo trend, chiosa l’esponente dem, che nasce la scuola di formazione. Un contenitore per dare «un filo logico e una continuità a momenti di approfondimento tematici che nei circoli ci sono sempre stati e continueranno ad esserci». Perché, afferma Dal Rì, per governare bene «servono tempo e studio».