No lavoro povero e sfruttato negli appalti pubblici. Dolomiti Energia annulli le gare sul call center

La vicenda degli appalti per il call center di Dolomiti Energia assume ogni giorno contorni più imbarazzanti. Il Trentino si è costruito nel tempo una reputazione fondata sulla qualità del suo sistema di protezione del lavoro: dall'Agenzia del Lavoro al Progettone, dagli ammortizzatori sociali rafforzati, alle clausole sociali sugli appalti — introdotte con quindici anni di anticipo rispetto alla normativa nazionale — agli strumenti bipartisan approvati negli anni più recenti per escludere dalle agevolazioni pubbliche le imprese che applicano contratti pirata.
Alessio Manica - Sara Ferrari, 3 aprile 2026

 

Un patrimonio normativo di cui questa provincia va giustamente orgogliosa, costruito negli anni con il contributo di tutte le forze politiche.

È nel solco di quella storia, che va letto lo sconcerto di fronte a quanto sta emergendo su Dolomiti Energia. Uno dei due appalti del call center è affidato ad una società che applica da sempre un contratto pirata, in palese contraddizione con la normativa provinciale. Scoprire oggi che il nuovo appalto — quello oggi gestito dalla trentina GPI con il CCNL dei metalmeccanici, a garanzia di oltre cinquanta lavoratrici e lavoratori — potrebbe essere aggiudicato a LUO Srl, società che applica appunto un contratto pirata ed è stata recentemente condannata dal Tribunale di Trani per comportamento antisindacale, rende impossibile ogni ulteriore indugio.

Dolomiti Energia non può costruirsi un ecosistema di fornitori sul ribasso dei diritti. L’esito della gara oggi è una scelta, di una azienda che non è certo in difficoltà finanziaria e che ricade in modo diretto e pesante sulle lavoratrici che compongono la stragrande maggioranza del call center, donne che hanno diritto a condizioni di lavoro degne, a salari adeguati, alle tutele che le norme di questa provincia garantiscono.

Dolomiti Energia annulli le gare e internalizzi il call center, o quantomeno bandisca un'unica nuova gara nel pieno rispetto delle leggi e dei valori del Trentino.

La Provincia di Trento e i due comuni maggiori, soci di controllo, intervengano immediatamente e pongano fine a questa situazione. Pretendano l'annullamento delle gare. Quando si chiede alle imprese private di rispettare i contratti di lavoro e i diritti dei lavoratori e lavoratrici, il settore a controllo pubblico deve dare per primo l’esempio positivo.