
Sono passati quasi due anni da quel giugno del 2024, in cui Giulia Robol ha vinto il ballottaggio per le elezioni comunali contro il candidato del centrodestra Gianpiero Lui con il 57,3% dei voti (9614).
E. Urso, "La Voce del Trentino", 31 marzo 2026
Sindaca reggente dal settembre del 2023, dopo le dimissioni di Francesco Valduga, si era presentata appoggiata da Pd, Civici per l’autonomia, Campobase, Rovereto Libera e Alleanza Verdi e Sinistra, per poi ricevere il sostegno anche di Officina Comune durante il ballottaggio, inizialmente in corsa da sola.
Ma com’è cambiata Rovereto da allora? La sindaca e l’amministrazione comunale sono soddisfatte del lavoro svolto fino ad adesso?
È stata eletta più di un anno e mezzo fa. Vuole commentare questo primo periodo di mandato? È soddisfatta di come sta andando?
“È un bilancio di grande impegno e responsabilità. In questo primo anno e mezzo abbiamo gettato le basi per la Rovereto del futuro, sbloccando cantieri storici e investendo sulla qualità urbana e sui servizi alla persona. La soddisfazione più grande?
Vedere la città trasformarsi. Siamo in una fase di transizione profonda, e i frutti delle scelte fatte oggi si vedranno nel tempo, ma riteniamo che la direzione sia quella giusta: una città più moderna, europea e inclusiva.”
Com’è iniziata la sua carriera in politica e quali sono le ragioni che l’hanno spinta a intraprendere questa strada?
“Il mio impegno è partito dal basso, nel 2005, dalla dimensione più autentica della politica: la Circoscrizione. Lì ho imparato che fare politica significa prima di tutto ascoltare le persone, risolvere i problemi quotidiani e stare vicina ai bisogni delle cittadine e dei cittadini. Da quell’esperienza è nato un impegno che mi ha portata a coordinare la Margherita a Rovereto e a partecipare alla nascita del Partito Democratico del Trentino.
Mi ha spinta la convinzione che la politica sia la forma più alta di servizio civile: lo strumento per eccellenza per prendersi cura di ciò che è di tutte e di tutti. Oggi, come sindaca, ho una grande responsabilità e impegno: tradurre i valori democratici di equità, prossimità e progresso in scelte amministrative capaci di migliorare la vita della comunità.”
Purtroppo la politica rimane ancora troppo “un mondo di uomini”. Quanto pensa che sia importante la presenza femminile?
“La presenza femminile è una questione di qualità della democrazia. Studi internazionali, condotti anche da diverse università come Harvard e l’LSE, concordano nel sottolineare che una maggiore presenza femminile non sia solo una questione di equità, ma un fattore di efficienza e innovazione democratica. Essere sindaca oggi significa anche rompere dei soffitti di cristallo, non per una soddisfazione personale, ma per dimostrare alle ragazze, alle nuove generazioni, che nessun ruolo è loro precluso.”
Problema sicurezza: molti roveretani si lamentano che non ci sia più la tranquillità di una volta. Secondo lei si tratta di una percezione “esagerata” o c’è una verità di fondo?
“La sicurezza è un diritto di tutti e come tale va trattato, senza minimizzare né soffiare sul fuoco delle paure o della propaganda politica. Stiamo lavorando su più fronti: da un lato il presidio del territorio e la collaborazione con le forze dell’ordine, dall’altro la rigenerazione urbana. Una via o un parco illuminati e vissuti sono intrinsecamente più sicuri di un’area degradata. Solo attraverso un sistema di sicurezza integrata si possono dare risposte concrete.
Ciò implica, innanzitutto, promuovere investimenti e progetti mirati alla prevenzione e al rafforzamento della coesione sociale con particolare attenzione alle situazioni di emarginazione: unità di strada, educativa di strada, mensa e ricovero notturno per i senza tetto. Ignorare questi aspetti significa colpire al cuore la tenuta delle nostre comunità.”
Accattonaggio con animali. A Trento hanno messo il divieto e associazioni come Zampa Trentina stanno combattendo affinché altri comuni si muovano al riguardo. Qual è la sua posizione?
“È un tema che tocca la sensibilità verso gli animali e il contrasto allo sfruttamento. Sono favorevole a misure
che tutelino il benessere animale. È una questione di civiltà. Rimane comunque una questione delicata, che richiede discernimento: dobbiamo essere fermi nel non consentire l’uso degli animali per l’accattonaggio, ma allo stesso tempo dobbiamo rispettare il legame autentico e bilaterale tra l’uomo e il proprio cane. In molti contesti di fragilità, quel rapporto rappresenta l’unico affetto reale e non va confuso con lo sfruttamento.”
Quale pensa sia il punto di forza di Rovereto?
“La sua identità plurale. Rovereto è ‘Città della Pace’, ma è anche un polo scientifico e tecnologico d’avanguardia e una capitale della cultura e dell’arte contemporanea, grazie al Mart e alle diverse realtà museali. È una città storicamente innovativa, dall’anima industriale e fucina di grandi uomini e donne di visione.
Il nostro punto di forza è la capacità di far dialogare queste anime: siamo una città a misura di persona che però sa parlare al mondo. La nostra forza è il capitale umano: un tessuto sociale e associativo straordinariamente vitale e radicato, che rappresenta il vero motore della nostra comunità.”
Quali sono i suoi prossimi obiettivi per la città?
“Completare la transizione verso una mobilità più sostenibile e rafforzare il ruolo di Rovereto come hub educativo e universitario. Dobbiamo rendere la città sempre più attrattiva per i giovani e le imprese, senza dimenticare il sostegno alle fasce più deboli e agli anziani. Il mio obiettivo è una città ‘facile’, dove i servizi siano vicini ai cittadini e alle cittadine e lo spazio pubblico torni a essere il cuore della vita sociale.”
Come procedono i lavori per il sottopasso?
“Il sottopasso garantirà la permeabilità della parte ovest con la parte est della città attraverso l’infrastruttura sia pedonale che ciclabile. Il ripristino della viabilità carrabile ha già migliorato lo scorrimento del traffico e la presenza dei due punti di accesso pedonale con le rispettive pensiline ha cambiato l’aspetto dell’ingresso di piazzale Orsi.
Il proseguimento dell’opera riguarda il passaggio ciclabile fino a via Zeni e il progetto della nuova stazione autocorriere. Si tratta degli altri due interventi strategici per la città previsti nel protocollo d’intesa con la Provincia che, insieme al sottopasso, ne cambieranno ulteriormente il volto, migliorando la fluidità del traffico e la vivibilità. Sappiamo che la Provincia ha avuto alcuni rallentamenti e stiamo sollecitando perché la realizzazione di questa nuova infrastruttura arrivi presto alla conclusione”.