
Si dice che non c’è mai fine al peggio e, ancora una volta, Fugatti e la sua maggioranza ce lo dimostrano. La prospettiva di dimissioni anticipate del Presidente Fugatti per candidarsi alle politiche, appena passata la metà della legislatura, è a dir poco sconcertante.
Trento, 1 aprile 2026
In questi due anni e mezzo di legislatura il presidente e la sua maggioranza non sono riusciti a fare nemmeno una riforma, a dare risposte serie a imprese e lavoratori, a mettere in campo soluzioni efficaci sul problema casa e salute. L’unica cosa di cui si sono occupati è stato il futuro personale di Fugatti e le loro poltrone.
Prima la legge sul terzo mandato, rovinosamente cassata dalla Corte Costituzionale, poi il tentativo di modificare la legge elettorale in senso proporzionale per permettere di fare - attraverso una scorciatoia - un ulteriore mandato al presidente uscente e oggi il vice presidente Spinelli parla ancora di modificare le regole del gioco per permettere di far candidare Fugatti alle elezioni politiche ed allo stesso tempo di portare il Trentino al voto due volte in due anni.
Spinelli afferma che questa modifica della legge elettorale sarebbe necessaria per evitare quello che lui definisce: “un possibile disastro per l’istituzione Provincia”.
Partendo dal fatto che, con ogni probabilità, la Consulta boccerebbe questa norma perché una modifica di questo tipo va a minare il principio stesso dell’elezione diretta del Presidente della Giunta, la suggeriamo noi una risposta per evitare il “disastro istituzionale": basta semplicemente che Fugatti onori il mandato che gli hanno conferito gli elettori fino alla fine della consiliatura - come dichiarato dal collega Kompatscher - e che, magari, cominci anche ad esercitare le prerogative di quel mandato, sempre che per lui non sia troppo un fastidio doversi occupare dei problemi del Trentino.
Fugatti, come chiunque sia investito di un ruolo di rappresentanza, non è un comune cittadino che può decidere di lasciare un posto di lavoro per un altro quando e come vuole, perché questo comporta delle conseguenze gravi.
Ovviamente Fugatti lascia andare avanti il fido Spinelli, perché lui la faccia non ce la mette mica! Non ce la mette in questa fase, come non ce l’ha messa sul terzo mandato, sui continui litigi e le frizioni in Giunta, sul rapporto disastroso con Fratelli d’Italia e sulle grandi partite strategiche come la concessione l’A22. Lui distrugge, poi solitamente quando gli viene chiesto conto del danno le risposte sono due: “no comment” o “si tratta di temi che riguardano il Consiglio”. Troppo facile, caro Presidente!
La responsabilità di mandare i trentini alle urne due volte in due anni, con le conseguenti instabilità che tutto ciò crea, è sulle spalle di Fugatti e di tutti coloro che avvallano questa decisione, dettata solo ed esclusivamente dalla convenienza personale.
Da parte nostra, non consentiremo che la maggioranza modifichi la legge elettorale in via unilaterale, per accontentare i capricci del loro capo. Le istituzioni sono una cosa seria e noi non permetteremo, in alcun modo, che se ne faccia un uso strumentale.
Certo, di questo dibattito resta un senso di amarezza, soprattutto pensando alla situazione di incertezza internazionale e di difficoltà generalizzata per nulla governata dalla destra. Viene allora da chiedersi se coloro che, da oltre due anni, portano avanti questa crociata sul destino personale di Maurizio Fugatti, sottraendo tempo ed energie alle numerose problematiche che stiamo affrontando, non provino almeno un minimo di vergogna.
Alessio Manica
Capogruppo provinciale Gruppo Pd del Trentino
Alessandro Dal Ri
Segretario provinciale Pd del Trentino