"Rovereto ha scelto la parte giusta con cui schierarsi: sono orgogliosa"

Anche la seconda città più popolosa del Trentino ha scelto di bocciare la riforma della giustizia. A Rovereto il «No» vince con il 59,21% dei voti, mentre il «Sì» si ferma al 40,79%. Nel dettaglio sono stati 11.782 i cittadini che hanno votato contro, 8.118 quelli invece a favore. I votanti, nel complesso, sono stati 20.015, ben 3.824 in più rispetto a coloro che si sono recati alle urne per il primo turno delle elezioni politiche nel 2024 e 2.539 in più rispetto a quelli che hanno invece scelto di votare al secondo turno delle stesse.
G. Polli, "Il T Quotidiano", 24 marzo 2026

Allora a scegliere il centrosinistra guidato da Giulia Robol del Partito Democratico furono 9.614 persone, mentre 7.164 avevano optato per il centrodestra con Gianpiero Lui. Un dato, quello dell'affluenza, che ha particolarmente soddisfatto la sindaca Robol: «Questa partecipazione è stata significativa - ha affermato la prima cittadina -. Le persone hanno espresso la propria posizione in modo importante. Sono molto soddisfatta e orgogliosa del risultato maturato anche a Rovereto: è un risultato fondamentale per la città. Il quesito aveva una valenza tecnica ma anche molto politica. Nelle ultime settimane sono venute meno le argomentazioni nel merito della riforma; molte persone, tra cui la presidente Meloni, hanno cavalcato alcune questioni in modo calcato e mirato arrivando a mettere in discussione la Costituzione. Sono argomenti, però, che vanno trattati attraverso un confronto corretto con la cittadinanza, perché se una riforma viene proposta con l'obiettivo di mettere in discussione determinati valori la risposta è quella a cui abbiamo assistito e su questo bisogna riflettere - osserva Robol -. Credo che la politicizzazione strumentale fatta soprattutto dalla presidente Meloni abbia in qualche modo caricato di una valenza ulteriore rispetto a quella del quesito stesso. La mia posizione è nota e il voto è stato netto: sono davvero soddisfatta».

Considerando l'intera Comunità di Valle della Vallagarina, e quindi i diciassette comuni che la compongono, il «Sì» ha vinto solo in tre territori. A Ronzo Chienis il risultato più netto con il 64,80% degli elettori che ha votato a favore. Segue Avio, dove il 59,20% ha scelto di sostenere la riforma, mentre ad Ala lo ha fatto il 50,87%.

Il «No» ha trionfato soprattutto a Rovereto, con appunto il 59,21% che ha votato contro la riforma. C'è poi Villalagarina dove i votanti contrari sono stati il 58,04% e Volano, dove invece ha scelto di bocciare la riforma il 56,31% dei votanti.

«A Rovereto - riprende Robol - c'è stata una campagna elettorale attraverso la quale abbiamo cercato di parlare alle persone attraverso gazebi ed eventi, ascoltando la cittadinanza. Vedo questo risultato come una grande voglia di partecipare e una grande voglia di decidere sui grandi temi politici. Questi sono temi che riguardano la nostra storia e la nostra Costituzione. Una partecipazione così importante è un segnale chiaro». E in vista delle politiche nazionali del prossimo anno: «Questo può essere un punto di partenza - sottolinea -. Ci vuole però un proposta importante, alternativa e di grande coesione».

Allargando lo sguardo alla Comunità degli Altipiani Cimbri, il «Sì» ha vinto a Folgaria con il 60,60% e a Lavarone con il 57,31%.

Tra i vari risultati dei comuni che compongono la Comunità della Vallagarina e quella degli Altipiani, quello di Luserna è il più netto a sostegno del «No» con ben il 66,21% dei votanti che si è schierato contro la riforma. Seguono Rovereto con il 59,21%, Vallarsa dove il «No» è stato condiviso dal 58,04% dei votanti, e Volano con il 56,31% che si è schierato contro la riforma.