Referendum - il voto in Alto Garda

«L'Alto Garda salva la Costituzione» ma a Ledro vince il Sì L'Alto Garda e Ledro si esprime in direzione del «No» con il solo Comune di Ledro che si discosta votando «Sì» in questo referendum costituzionale dal sapore decisamente politico, soprattutto a livello nazionale. Ed è in questa chiave che il sindaco di Riva, Alessio Zanoni (53,34% No; 46,66% Sì) legge il risultato referendario.
L. Omezzolli, "Il T Quotidiano", 24 marzo 2026

 

«Il voto dei cittadini va rispettato fino in fondo, e il risultato che emerge - spiega Zanoni - è chiaro: ha prevalso il no. Non lo leggo come un rifiuto astratto di una riforma, ma come un segnale politico molto forte. Le persone hanno maturato una sfiducia profonda verso l'idea di affidare modifiche così delicate della Costituzione a un governo percepito come sbilanciato, che troppo spesso ha dato l'impressione di spingersi oltre il perimetro di equilibrio che una democrazia richiede». Un'analisi che si spinge oltre il mero aspetto tecnico della riforma. «Negli ultimi anni abbiamo visto segnali preoccupanti - interventi che hanno indebolito strumenti di tutela del diritto, scelte che hanno ridotto controlli e contrappesi, dalla depenalizzazione del falso in bilancio in passato fino a ripetuti tentativi di ridimensionare il ruolo della magistratura e degli organi di garanzia. Tutto questo - sottolinea il sindaco di Riva - ha costruito un clima in cui i cittadini non si sentono più tranquilli nel consegnare ulteriori spazi di potere a chi governa».

Per Zanoni ha inciso l'idea di una linea politica «sempre più vicina a quella galassia Maga, a un modello che divide, polarizza e mette in discussione principi fondamentali dello Stato di diritto. Di fronte alla guerra in Iran e alle scelte di Donald Trump, il governo italiano non ha assunto fin da subito una posizione chiara e netta. Anzi, ha esitato, si è barcamenato, arrivando persino a dichiarazioni ambigue del tipo “non condivido ma non condanno”, evitando per giorni una presa di posizione esplicita. È un messaggio chiaro: la Costituzione non si tocca senza una fiducia piena, e oggi quella fiducia non c'è». Soddisfazione anche ad Arco (54,26% No; 45,74% Sì) con la sindaca Arianna Fiorio che ribadisce la centralità della Costituzione italiana. «Sono contenta - afferma Fiorio - la nostra Costituzione è stata scritta da donne e uomini saggi, provenienti da schieramenti diversi, che seppero raggiungere un livello alto nei valori fondamentali e nel bilanciamento dei poteri. In questo momento storico ritenevo che non ci fossero i presupposti adeguati per intervenire. Il rischio di un controllo della politica sull'indipendenza della magistratura era qualcosa che non potevamo permetterci. Sono soddisfatta anche dell'affluenza al voto - analizza - che dimostra che è stato ben compreso ciò che era in gioco e che molti cittadini, nonostante alcuni argomenti strumentali, hanno voluto ancora una volta dare fiducia alla nostra Carta costituzionale».

Fuori dal coro, in tutta la Comunità di Valle è il Comune di Ledro che il sindaco Claudio Oliari analizza: «Il popolo si è espresso in controtendenza rispetto al nazionale - spiega - ma noi siamo contenti per la partecipazione che si aggira attorno al 60%. Non abbiamo fatto alcuna campagna elettorale e abbiamo lasciato a ognuno le proprie idee. Io personalmente - spiega - sono dell'idea che in Italia è molto difficile che questi tipi di referendum passino. Biognerebbe che a livello politico centrale si avesse la capacità di trovare un'ampia maggioranza parlamentare per agire senza passare dal volere del popolo. La maturità politica che mi aspetto è quella di riuscire a decidere insieme le regole del gioco, se ci riuscissimo sarebbe funzionale. Altrimenti tramite referendum si polarizzano gli elettori e le istanze e questo non fa bene in un ottica riformatrice del Paese. Perché di riforme da fare ce ne sarebbero».