
Siamo al giro di boa della XVII legislatura, quella che ha visto sì la presa di consapevolezza della Giunta del problema casa con la nomina di un assessore dedicato, peccato che ci sia fermati a quello e che la questione dell'inaccessibilità dell'abitare è ben lungi dall'essere anche solo scalfita.
Paolo Zanella, 18 marzo 2026
D'altronde continuare a d18are priorità a politiche estemporanee e frammentare, che puntano più sulla proprietà che sulla locazione, può risolvere ben poco rispetto al problema dell'accesso alla casa che riguarda le fasce di popolazione più in difficoltà, ma che ormai si allarga anche a un ceto medio che non può più permettersi di acquistare casa.
ITEA resta lenta nel recupero degli alloggi di risulta, ma soprattutto non c'è nessun serio piano di nuove realizzazioni di edilizia residenziale popolare (il caso della Nave è emblematico). E quando si racconta che il contributo integrativo per l'affitto risolve comunque il problema di chi non riesce ad accedere a una casa ITEA, ci si dimentica di dire che il contributo viene erogato per due anni, per poi essere sospeso per un anno. Qualcosa di assurdo che da anni chiediamo di modificare, perché chi riesce ad accedere ad un affitto solo grazie al contributo integrativo, visti i canoni stellari, rischia di diventare moroso perché a un certo punto vede sospeso il contributo. Quindi anche lì c’è poco da celebrare la copertura delle domande, visto che c'è chi la donando non può più farla e rischia lo sfratto.
Ri-Urb e Ri-Val procedono alla velocità del bradipo, mentre iniziative realmente incisive per incentivare a mettere sul mercato lo sfitto non se ne vedono: servono minimo una strutturazione più solida - e garantita dal pubblico con un fondo contro la morosità incolpevole - delle agenzie di mediazione sociale e iniziative che sollecitino realmente a mettere sul mercato gli alloggi, ad oggi troppo timide. E poi serve dare la possibilità ai Comuni di differenziare l'IMIS tra locazioni turistiche brevi e locazioni residenziali e di contenere il numero delle prime in favore delle seconde.
Tutte questioni poste più volte. Ora l'assessore riconvoca il Comitato sulla condizione abitativa, ma onestamente, per come lo sta utilizzando in modo verticale, solo per comunicare le iniziative dell'assessorato che già apprendiamo dai giornali e dalle delibere ha ben poco senso. Quel tavolo che abbiamo introdotto noi minoranze aveva uno scopo concertativo e di costruzione di politiche strategiche e il più possibile partecipare per l'abitare. Avrebbe dovuto anche permettere l'approfondimento e lo studio del fenomeno per poi stabilire politiche fondate sui dati. Tutto ciò ancora non si vede e onestamente ci si interroga sul senso di quel Comitato così gestito. Serve che la politica metta al centro delle proprie priorità il diritto alla casa. Evidentemente non basta nominare un assessore per risolvere il problema…