Cittadinanza a Mussolini, povertà morale che umilia

Ma cosa sta succedendo a questa città? Fino a poco tempo fa culla di valori ed esperienze, come quelle del socialismo, del popolarismo e dell’autonomismo che dalla storia si sono fatte lezione quotidiana di libertà e democrazia, pare adesso avvolta in una smemoratezza ed in una indifferenza che la coprono di vergogna.
Lucia Maestri, "Il T Quotidiano", 19 marzo 2026

Una politica populista ed irresponsabile abbandona da un lato chi vive nella difficoltà delle migrazioni in un degrado incivile e dall’altro, pur fregiando il proprio gonfalone della medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza, palesa pavidità, ignoranza e nostalgia che la coprono di vergogna. Incapace di cancellare dall’elenco dei suoi Cittadini più onorevoli e onorabili, un dittatore meschino, cinico e violento, autore della pagina forse più buia e tragica della nostra storia recente, questa città sta diventando irriconoscibile.

L’ignavia si traduce in complicità e dimostra l’evidente impossibilità di fare i conti con la storia. Si accampano giustificazioni talmente esili e fragili da costituire esse stesse conferma di una povertà morale che umilia. Davanti a tutto questo non si può fingere di non vedere; non si può volgere altrove lo sguardo. Lo abbiamo già fatto ottant’anni fa e così abbiamo assecondato il male assoluto. Non possiamo permettercelo di rifarlo adesso, in un momento in cui i valori della democrazia contro la tirannide sono messi in discussione da eventi e comportamenti che spaventano e preoccupano. Non possiamo accettarlo adesso, cancellando con un colpo di spugna ingiustificato e ingiustificabile il dramma di un regime che ha fatto scuola, ferendo non solo questo Paese e questo continente, ma l’intera umanità. Non possiamo cedere al comodo rifugio della “memoria condivisa”, perché ci sono memorie non condivisibili; quelle che intendono mettere sullo stesso piano vittime e assassini; manganellati e manganellatori; quelle di chi si ostina a ritenere trascorso il passato e quindi archiviabile, senza nulla aver appreso da quel trascorrere.

Se il Consiglio comunale di Trento ha liberamente deciso di mantenere Benito Mussolini fra i Cittadini degni di onore e indicabili come esempio per le generazioni seguenti e future, i Cittadini di Trento possono rifiutarsi di accettare una decisione che disonora anzitutto chi l’ha portata a compimento. Con essa infatti si è aperta ulteriormente una porta, peraltro mai chiusa del tutto, quella cioè della rilettura della storia secondo le declinazioni di convenienza di una parte politica, figlia di quella stessa storia.

Se il Consiglio comunale ha deciso di non decidere, nonostante i lodevoli sforzi di quanti hanno avvertito l’incredibile incongruità di quel riconoscimento al duce e quindi con lui al fascismo tutto, ribadisco che i Cittadini possono non sentirsi più rappresentati da chi manipola la storia e la piega ad interessi momentanei, nella consapevolezza che anche molti elettori di coloro che si sono astenuti o non hanno votato, avversano il fascismo,la sua ideologia e la sua storia. Forse non è molto e non può cambiare ciò che è ormai accaduto, ma si tratta comunque di un segnale minimo per dire che Trento non è la città dell’odio, dell’intolleranza e della nostalgia più becera e triste.