
La revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini non è una mera formalità, come vorrebbero definirla certe interpretazioni benevole e di parte. La revoca è invece una concreta riaffermazione di quei valori della Costituzione, nata dalla Resistenza e nella quale si riconosce la città di Trento, medaglia d’oro al valore militare per il contributo dato alla lotta di Liberazione.
Lucia Maestri, 10 marzo 2026
Non si tratta qui di sottigliezze giuridiche e di dissertazioni estemporanee sulla validità temporale dei riconoscimenti. Qui e adesso va richiamato quell’antifascismo che costituisce base irrinunciabile della democrazia e della nostra autonomia speciale e che nessuna rilettura della storia può mettere in discussione. Mussolini ha sempre avuto con Trento rapporti problematici e ha sempre giudicato questa città e la sua gente ostile e nemica, trattandola quindi di conseguenza.
Mussolini è un dittatore feroce e violento; un criminale senza scrupoli ed il mandante di omicidi politici che hanno insanguinato gli anni dello squadrismo; uno spregiudicato ed irresponsabile uomo di governo che ha portato il Paese in un conflitto al quale non era preparato e dal quale ha tratto solo distruzione e morte ed, infine, un complice consapevole del nazismo e dei suoi orrori. Una figura così non può essere “cittadina onoraria” di questa, come di nessun altra città e comune italiano, se veramente si vogliono troncare i legami con il regime ed i suoi crimini, senza se e senza ma.