Bruno Dorigatti commenta l’intervento dal Generale Attardi al 236° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza.

Bruno Dorigatti, 29 giugno 2010
Le cifre indicate dal responsabile della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige in materia di evasione fiscale, di sicurezza sul lavoro e nello specifico degli accertamenti sul lavoro nero non possono che suscitare indignazione ed esortare chi di competenza a intraprendere una forte lotta contro queste piaghe.


Molte volte le cerimonie ufficiali portano con se molto di protocollare o se ne leggono i resoconti quasi con distaccata indifferenza. Non è stato così per le celebrazioni del 236° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza tenutasi, per la Legione del Trentino Alto Adige, al Castello del Buonconsiglio. La relazione letta, durante la cerimonia, dal Generale Francesco Attardi non può, in nessun caso, lasciarci distratti o indifferenti e pertanto merita alcune riflessioni. Le cifre elencate lasciano stupefatti e indignati al tempo stesso, perché ogni giorno siamo colpiti da cifre che riguardano, ora il lavoro nero, ora l’evasione fiscale. Penso che per sensibilità personale, le cifre mi fanno sussultare e indignare, quando scorro i dati concernenti l’evasione fiscale e il cancro del lavoro nero: cifre da vera e propria guerra fra il mondo  delle regole e della legalità e il mondo dove furbizia, trasgressione e il non rispetto di regole la fanno da padroni. In un momento di grave crisi economica, di cui purtroppo non s'intravvede un'uscita positiva, nonostante l’ottimismo di facciata, sono ancora tartassati i contribuenti italiani con un prelievo fiscale  salito al 43,2%, il più alto nell’era repubblicana. Parallelamente a ciò chi combatte l’evasione fiscale ci ricorda, in modo fermo e autorevole, che  in Trentino Alto Adige nell’ultimo anno sono stati  recuperati 500 milioni di euro da ricavi non dichiarati, 62 milioni di IVA evasa, 3 milioni di euro di ritenute non versate. Cifre che se confrontate con quelle della sciagurata finanziaria governativa ci dicono dove le risorse potrebbero essere trovate senza mettere le mani nelle tasche dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini onesti. Una finanziaria da lacrime e sangue, scaricata sulle spalle di chi è a reddito fisso e non  colpisce chi fa il furbo ed evade. Noi conosciamo solo le cifre elencate nella relazione del Generale Attardi e ci indicano una situazione intollerabile, sia sul piano giuridico dei diritti, sia quando si parla del lavoro nero. Attraverso gli accertamenti e i controlli della Guardia di Finanza conosciamo sono solo una parte delle infrazioni commesse dalle imprese.  Le evasioni di legge, sia contributive, sia  contrattuali sono molto superiori alle cifre che ci sono fornite. Infatti, prendendo a confronto i primi cinque mesi degli anni fra il 2008 e il 2010 riscontriamo che nei primi 5 mesi del  2008 le violazioni sul lavoro accertate sono state 379, di cui 160 relative a lavoro in nero. Nel primo semestre del 2009 le violazioni sul lavoro accertate sono state 800, di cui 320 relative sempre al lavoro in nero. Nei primi 5 mesi del 2010 le violazioni sul lavoro accertate sono state 1.230, di cui 760 relative a lavoro in nero. Cifre che da qualsiasi parte si guardino lasciano sgomenti e ci indicano situazioni di lavoro illegale intollerabili per uno dei paesi più industrializzati del mondo. I dati richiamano tutti, ognuno per le proprie responsabilità, a un maggior impegno contro l’illegalità e il sopruso e la cancellazione della dignità delle persone. Non possiamo più tollerare, anche a livello locale dove pure la Provincia ha attuato interventi straordinari a sostegno delle aziende evitando così che la crisi sia pagata dai lavoratori, in modo particolare quelli più deboli. Serve avviare una battaglia, anche culturale, che investa istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni imprenditoriali, affinché la lotta per la legalità e il diritto al lavoro sia posta ai primi posti dell’agenda politica locale e nazionale. Occorre che queste iniziative siano collegate alla lotta per evasione e l’elusione fiscale, in modo che tutti paghino le tasse, favorendo così una crescita economica e civile, nei diritti, nella giustizia e nella solidarietà.
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