Il governo boccia gli aiuti al turismo invernale. L’economia della montagna non interessa ai nuovi governanti

La Camera dei deputati ha approvato la conversione in legge del decreto “Aiuti ter”. Il Partito democratico si è astenuto, perché l’impianto di quella manovra per il caro energia si deve al governo Draghi ma nella sua definitiva versione il Governo Meloni non ha rafforzato le misure più importanti per le famiglie, le imprese e gli enti locali, che invece il Pd chiedeva.
Sara Ferrari, 10 novembre 2022

 

Tra le proposte bocciate c’è anche la richiesta che avevo sottoscritto insieme ai colleghi dei territori montani (Mauro Berruto, Chiara Gribaudo, Stefano Vaccari, Andrea Rossi) per sostenere il turismo invernale, supportando in particolare gli impianti di risalita nei super costi che si trovano ad affrontare (anche attraverso il credito d’imposta).

Alla vigilia dell’imminente stagione sciistica gli impianti da sci dovranno affrontare spese stratosferiche per il funzionamento e la manutenzione, ma non avranno alcun aiuto perché non sono inseriti nella categoria delle imprese energivore. La nostra proposta voleva tutelare le imprese a fune dal rischio di non riaprire gli impianti, mettendo in difficoltà l’intero indotto turistico ad esse collegato: dalla ricettività, ai maestri di sci, alle attività commerciali, ai prezzi degli skipass. I 1500 impianti di risalita italiani e i 12 mld di indotto, non interessano evidentemente al governo Meloni.

Se qualcuno però dovesse chiudere o non aprire proprio (come succede perfino in Trentino in Panarotta), con i turisti che scelgono l’offerta degli Stati a noi confinanti delle Alpi, il danno sarebbe grave per l’intera filiera turistico-sportiva nazionale. Ripresenteremo la proposta nella manovra di bilancio di fine anno, sperando di trovare anche il supporto dei colleghi di centrodestra; perché la montagna ha bisogno di un sostegno trasversale.