Superare la disuguaglianza salariale delle donne

C’è una crisi nella crisi in questo Paese. Ancora di più in Trentino. Si tratta del cosiddetto Gender pay gap, che, tradotto, altro non è che la differenza di retribuzione oraria media tra uomini e donne.
Sara Ferrari, 2 settembre 2022


Le donne vengono pagate meno, usufruiscono del part time (involontario) in percentuale assolutamente rilevante rispetto agli uomini per avere il tempo della cura della famiglia (figli e anziani) e questo significa meno stipendio e, in futuro, pensioni più povere.


Quello che risulta allarmante è il dato trentino rispetto alla media italiana: le lavoratrici in Provincia sono pagate il 13 per cento in meno rispetto ai colleghi uomini, a fronte del 4,7 per cento nazionale.


Nella scorsa legislatura, nel mio ruolo di assessora alle pari opportunità, ho dato molta attenzione a questo tema con l’attivazione di misure pubbliche per incrementare l’occupazione femminile, servizi di conciliazione sia per le lavoratrici del pubblico impiego che per le imprenditrici e le autonome. È stato istituito a questo fine l’Osservatorio per le pari opportunità per monitorare le diseguaglianze di genere.

Anche in questa legislatura ho più volte sollecitato la giunta a usufruire di tutti gli strumenti messi in campo per le donne. in particolare ho chiesto ed ottenuto l’istituzione del Tavolo per l’occupazione femminiole e aiuti economici alle imprese di giovani e donne. Aspetto ancora l’attuazione concreta di queste iniziative visto che la giunta leghista non le considera una priorità anche di fronte a dati allarmanti, come riportati anche oggi dai report dell’Ispat.
La negligenza della giunta Fugatti risulta essere ancora più grave se leggiamo le misure previste dal PNRR che prevede un impegno molto chiaro e rilevante sul rispetto delle pari opportunità in modo trasversale su tutti gli ambiti di investimento e sviluppo.


Io continuerò il mio impegno per ricomporre le diseguaglianze uomo donna per il Trentino e il Paese. Senza l’apporto delle donne (sempre più qualificato) non ci può essere crescita economica e sociale.


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