Condanna irrevocabile degli atti discriminatori di alcuni uomini appartenenti all'Ana

Tonini: non si difendono le istituzioni, anche le più preziose, tollerando comportamenti inaccettabili. Ferrari: comportamenti figli di una cultura maschilista che non devono macchiare l’ onorabilità dell’Associazione Nazionale Alpini.
Trento, 11 maggio 2022

 

Nell’ambito del dibattito sulla legge elettorale con cui la maggioranza intende frenare il percorso di promozione della presenza femminile nelle istituzioni, in aula sono stati citati e condannati gli atti di molestia, di cui si sarebbero resi responsabili alcuni uomini in occasione dell’adunata degli Alpini a Rimini.
Su questo tema il Pd ha sottolineato quanto certi comportamenti discriminatori, figli di una cultura maschilista e patriarcale, vadano riconosciuti e contrastati.

Il gruppo dei dem ha espresso, come ha fatto anche il ministro Guerini, la necessità di riconoscere tali atteggiamenti affinché siano apertamente respinti, allontanando i soggetti che se ne siano resi responsabili, perché queste azioni riprovevoli non macchino l’onorabilità dell’intero Corpo degli Alpini.
Il consigliere Tonini, facendo riferimento alle severe parole di condanna del ministro della difesa, ha affermato che “non si difendono le istituzioni anche le più preziose, tollerando comportamenti inaccettabili, pur se fossero stati compiuti da uno solo. Perché gli episodi di Rimini non sono degni della storia e del cappello degli Alpini”.

Per la consigliera Ferrari il “maschilismo tossico” se non riconosciuto e contrastato, nuoce anche a tutti gli altri uomini che si guardano bene dall’assumere tali comportamenti discriminatori.

Di fronte alla distorsione del ragionamento espresso dai consiglieri del Pd fatta dai consiglieri leghisti, la capogruppo dem ha chiesto al presidente del Consiglio provinciale Kaswalder di garantire una comunicazione autentica delle dichiarazioni in aula, che mai hanno puntato il dito contro il corpo degli Alpini e men che meno di quelli Trentini.