Gruppo PD : "Misure di emergenza e un piano straordinario per il rilancio del turismo"

A difesa della montagna, delle nostre imprese e dei lavoratori a Roma deve giungere una voce unica e compatta di maggioranza e opposizione. È il momento di una prova di responsabilità che anche a livello locale dobbiamo saper dimostrare andando oltre le partigianerie partitiche.
Trento, 17 febbraio 2021

La richiesta pertanto è la stessa: gli indennizzi statali dovranno essere concretamente commisurati alle perdite di fatturato e ai costi sostenuti dal sistema turistico locale e dal suo indotto piegati dalla pandemia.

Ma certo non basta attendere l’intervento del Governo né esibire quanto, poco o tanto, si è già fatto.

La Provincia deve fare la sua parte aggredendo il problema e con uno sguardo in avanti.

Dopo gli Stati Generali della Montagna che costituiscono ormai la fotografia di una realtà trasfigurata da un anno di crisi economica e sociale drammatica è necessario adesso un piano straordinario di sostegno all’economia dei territori delle Terre alte.

Un programma di azioni di breve e medio periodo che va necessariamente costruito insieme alle categorie economiche, alle forze sociali e agli enti locali e che deve essere focalizzato su tre priorità: infrastrutture tecnologiche e mobilità sostenibile, politiche fiscali differenziate, incentivi per la transizione ecologica e digitale delle imprese del turismo.

Queste le proposte contenute in una Mozione depositata oggi dai consiglieri del Partito Democratico del Trentino a prima firma del cons. provinciale Alessandro Olivi.

 

IL TESTO DELLA MOZIONE

 

Misure di emergenza e un piano straordinario per il rilancio del turismo

 

            La conferma del blocco degli impianti di risalita imposto a livello nazionale è tale ormai dall'aver compromesso definitivamente l’intera stagione invernale 2020- 2021.

            Le conseguenze economiche della chiusura dello sci sono gravissime e coinvolgono l’intera filiera del turismo della montagna.

            A livello nazionale si stima infatti un danno di circa 4 miliardi di euro per i soli operatori degli impianti di risalita, mentre a livello trentino la stessa Giunta provinciale quantifica in 1 milione di euro le perdite estese all’intero settore che ricomprende le strutture ricettive, i ristoranti, i bar, i negozi e altre attività economiche legate al comparto dello sci.

            I lavoratori stagionali coinvolti sono circa 12.000 di cui 4 mila in cassa integrazione e 8 mila stagionali – precari privi di impiego e di alcuna indennità.

            La situazione richiede interventi urgenti. E’ assolutamente necessario agire in fretta per non rischiare danni irreversibili alle imprese costrette a sostenere i costi di gestione delle strutture con entrate nulle. Un ulteriore slittamento delle decisioni può inoltre scoraggiare i molti imprenditori che in questi anni hanno affrontato investimenti per la riqualificazione delle proprie attività.

            La situazione non è diversa nella altre Regioni dell’arco alpino. È decisivo quindi attivarsi per promuovere un’azione comune con gli altri territori chiedendo al Governo indennizzi rapidi e concreti che siano parametrati alle reali perdite subite dagli operatori e ai costi fissi sostenuti. Questi ultimi in assenza di alcune entrata si trasformano in debiti.

            Sul fronte provinciale vanno messe in campo tutte le misure di attenuazione dei costi al fine di salvaguardare la continuità aziendale delle imprese del settore dello sci. A tal fine è necessario ad esempio che la Giunta autorizzi Trentino Sviluppo a sospendere i canoni di locazione dovuti dai soggetti gestori in attuazione degli accordi di partnership a sostegno degli investimenti e per l’anno 2021.

            Urgono misure a sostegno del reddito dei lavoratori e delle famiglie colpite dalla crisi. Attraverso l'Assegno Unico Provinciale, il Fondo di Solidarietà territoriale e il Programma di interventi di Agenzia del Lavoro devono essere destinate a queste categorie, in via prioritaria, le risorse in questo momento disponibili e non ancora utilizzate per un totale di circa 20 milioni di euro.

            La Provincia deve infine varare un piano straordinario di sostegno del comparto turistico per rilanciare gli investimenti aziendali per la riqualificazione delle strutture ricettive, per la formazione del personale dipendente e per dotare il territorio di nuove infrastrutture nel campo della transizione digitale e della mobilità sostenibile.

            Un programma di breve e medio periodo che dovrà essere costruito con l'apporto del Consiglio provinciale, delle categorie economiche e sociali e dei Comuni impegnati in prima linea nella difesa e valorizzazione dell'ecosistema economico e sociale della montagna.

La montagna è un bene comune, difenderne e riconoscerne il valore economico e sociale è responsabilità di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Troppo spesso sia il governo nazionale che le istituzioni europee hanno dimostrato scarsa consapevolezza e sensibilità nei confronti di coloro che producono e lavorano nelle aree montane.

Bisogna invece avere fiducia perché la montagna sta dimostrando di avere grandi potenzialità anche per il futuro.

 

Tanto premesso, il Consiglio provinciale impegna la Giunta:

 

  1. a chiedere al Governo nazionale, anche in sinergia con le altre Regioni dell’arco alpino, indennizzi rapidi e concreti che siano parametrati alle reali perdite subite dagli operatori, ai costi fissi sostenuti, al calo di fatturato e agli effetti sull’indotto;
  2. ad assicurare concrete misure di sostegno al reddito per i lavoratori stagionali rimasti senza impiego utilizzando a tal fine le risorse disponibili nel piano di Politiche del Lavoro dell’Agenzia del Lavoro, nell'Assegno Unico Provinciale e nel Fondo di Solidarietà territoriale;
  3. ad autorizzare Trentino Sviluppo a sospendere i canoni di locazione dovuti in attuazione degli accordi di partnership a sostegno degli investimenti e per l’anno 2021;
  4. a prevedere, in collaborazione e sinergia con il sistema della autonomie locali, misure straordinarie di esenzione fiscale e tributaria in favore delle imprese maggiormente colpite dalla crisi estendendo l’esenzione IMIS agli immobili destinati all’esercizio delle attività economiche;
  5. coinvolgere il Consiglio provinciale, le categorie economiche, le rappresentanze sociali e i Comuni nella programmazione di un piano straordinario di medio periodo per la riqualificazione delle imprese del settore turismo, per la formazione del personale dipendente e per l’infrastrutturazione del territorio, focalizzato sulla diversificazione dell’offerta e la sostenibilità della montagna, vincolando ed orientando prioritariamente a tale obiettivo le risorse europee del Recovery Fund;

 

cons. Alessandro Olivi

cons. ra Sara Ferrari

cons. Alessio Manica

cons. Giorgio Tonini

cons. Luca Zeni


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