Cittadini controllori di quartiere. In città pronti a partire 11 gruppi

Venerdì 18 ottobre è stato firmato questa mattina dal Sindaco di Trento Alessandro Andreatta e dal Commissario del Governo Prefetto Sandro Lombardi il Protocollo d’intesa denominato «Controllo di vicinato». Si tratta di uno strumento di prevenzione della criminalità basato sulla partecipazione attiva dei residenti in una determinata zona, che collaborano con le Forze di Polizia Statali e Locali.
"L'Adigetto", 18 ottobre 2019


Il protocollo sottoscritto oggi ha la durata di un anno quale periodo di sperimentazione. Per monitorarne l'efficacia verranno tenuti incontri periodici tra le forze dell'ordine.

CHE COSA E’ IL CONTROLLO DI VICINATO

Il controllo di vicinato è uno strumento di prevenzione di criminalità, si basa sulla partecipazione attiva dei residenti in una determinata zona, che collaborano con le Forze di Polizia Statali e Locali che esercitano la propria funzione su quel territorio.
Il controllo di vicinato promuove la sicurezza urbana soprattutto attraverso la solidarietà tra i cittadini con il fine ultimo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone.
Agli abitanti dell’area interessata è richiesto di alzare il livello di attenzione, rendendo palese che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Se i vicini lavorano insieme, i furti e tanti altri reati occasionali saranno limitati.
Il controllo di vicinato non è richiesta di eroismo o ronde, ma solo richiesta di maggiore attenzione a quelle situazioni anomale che possono generare apprensione e allarme.

Tre i principali obiettivi di questa nuova iniziativa: coadiuvare le forze di Polizia nella prevenzione, aumentando la percezione di sicurezza e vigilanza; favorire lo sviluppo della cultura della partecipazione alle tematiche della sicurezza urbana e della collaborazione attiva dei cittadini attraverso una comunicazione efficace, veloce ed organizzata; migliorare il rapporto Forze di Polizia - comunità, scambiando informazioni tramite i coordinatori dei gruppi che le raccolgono e le trasferiscono alle forze di Polizia.
Quattro gli attori per un buon controllo del vicinato: i gruppi di vicinato; i coordinatori dei gruppi; le forze di Polizia Statali e Locali e gli Enti Locali.
È fondamentale sottolineare che i gruppi di controllo non possono e non si devono sostituire alle Forze di Polizia che hanno il compito esclusivo di svolgere l’attività di repressione e ricerca degli autori dei reati.
 
In estrema sintesi i cittadini uniti in questi gruppi possono dare il loro contributo:
- prestando attenzione a ciò che avviene nella loro zona durante la vita quotidiana;
- collaborando con le Forze dell’Ordine segnalando, tramite il coordinatore, situazioni inusuali e comportamenti sospetti;
- collaborando con i vicini attraverso comportamenti di reciproca assistenza (sostegno ai vicini anziani e soli, ritiro della posta in caso di assenza, sorveglianza reciproca delle case, ecc.);
- comunicando rapidamente le informazioni e riversandole al coordinatore del gruppo;
- individuando i fattori di rischio ambientale (scarsa illuminazione, accessi vulnerabili, persone sole, ecc.) indicati dalle Forze di Polizia.
 
Per dar vita all’iniziativa nel corso dell'anno sono state organizzate una serie di riunioni con i responsabili della Polizia locale nelle Circoscrizioni interessate, con la finalità di illustrare il progetto alla cittadinanza ed individuare volontari e coordinatori dei gruppi.
Quattro le Circoscrizioni che finora hanno costituito dei gruppi con il rispettivo coordinatore, nello specifico Argentario (7 gruppi), Oltrefersina (1 gruppo), Gardolo (2 gruppi) e Centro Storico-Piedicastello (1 gruppo), gruppi che diventeranno operativi proprio con la firma del protocollo.
Anche presso la Circoscrizione di Povo è stata fatta la riunione informativa.
Il progetto era stato promosso in prima battuta a febbraio dalla Commissione consiliare per le politiche sociali e dalla Commissione per l’ambiente e la vivibilità urbana con la mozione recante «Maggiori sinergie tra istituzioni e cittadini per migliorare la vivibilità e la sicurezza urbana» e, successivamente, dalla Mozione del Consiglio comunale n° 29 del 12 marzo 2019 intitolata «Maggiori sinergie tra istituzioni e cittadini per migliorare la vivibilità e la sicurezza urbana»

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Non chiamatele ronde. Non sostituiranno le forze di polizia. Ma segnaleranno problemi e situazioni di degrado in tempo reale. Anche a Trento, dopo un anno di preparazione, sono pronti a partire i cittadini «controllori di vicinato»: Il salone di rappresentanza del Commissariato del Governo ha ospitato la firma - tra il sindaco Alessandro Andreatta ed il Commissario del Governo prefetto Sandro Lombardi - del progetto, una sinergia tra cittadini e forze dell'ordine per una migliore vivibilità e sicurezza della città. Si tratta del rinnovo, per un anno, di un progetto che era stato promosso a febbraio dalle Commissioni politiche sociali e vivibilità urbana e da una mozione del Consiglio comunale del 12 marzo scorso.

Ecco le prime squadre

Ora è stata apposta la firma sul documento, illustrato ad un'affollata platea di rappresentanti delle Forze dell'Ordine e delle cinque Circoscrizioni che hanno aderito, coi rispettivi coordinatori dei gruppi, da ora attivi: Argentario, con 7 gruppi, Oltrefersina con 1; Gardolo con 2 e Centro storico Piedicastello con 1. A Povo è stata fatta la riunione informativa con i residenti. Ora si tratta solo di partire.

Quattro attori per un buon controllo di vicinato

Alla presenza del Questore, nel nuovo comandante dei carabinieri di Trento Simone Salotti, di quello della Guardia di Finanza, del nuovo vicecomandante la Polizia Locale Luca Sattin, del Commissario capo Pierangelo Vescovi e dei rappresentanti le istituzioni, il protocollo è stato firmato al termine delle dichiarazioni, col "padrone di casa" che ha plaudito ai cittadini sempre più attenti ed attivi. Lombardo ha affermato che per monitorarne l'efficacia si svolgeranno incontri periodici.

I volontari non sono Rambo

I gruppi nelle 5 Circoscrizioni - erano presenti la presidente Antonella Mosna per Gardolo, Simonetta Dellantonio per l'Oltrefersina e Armando Stefani per Cognola - non hanno un numero stabilito di componenti, non possono e non devono sostituire le forze di polizia né gli enti pubblici; il loro compito è di coadiuvarle nella prevenzione, aumentando la percezione di sicurezza e di vigilanza, favorendo lo sviluppo della cultura della partecipazione ai temi della sicurezza urbana e della collaborazione attiva fra i cittadini con una comunicazione efficace, veloce ed organizzata. Migliorando il rapporto instaurato tra forze di polizia e comunità, con lo scambio di informazioni tramite i coordinatori dei gruppi che le raccolgono e le forniscono attraverso la Pec. I vari gruppi, invece, si terranno in contatto con Whatsapp. Il sindaco Andreatta ha affermato che «quasi tutti cercano e chiedono di rendere più bella la città», ribadendo come piazza Dante oggi sia ben monitorata, piazza Santa Maria Maggiore abbia una costante presenza di forze dell'ordine e che per piazza Mostra, «con i soldi messi a bilancio», si sia trovato il modo di completare l'intervento. «Grazie al volontariato, ai custodi di quartiere, alla cittadinanza attiva - ha concluso - Trento potrà davvero sentirsi d'ora in poi più sicura».


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