Un distretto tecnologico dello sport per un’economia più “verde”

Il Festival dello Sport che si svolge a Trento in questi giorni è una straordinaria occasione anche di promozione del territorio e delle sue vocazioni. Siamo infatti la Provincia italiana con il più alto indice di sportività, sia per diffusione che per qualità. Ambiente naturale, organizzazione e diversificazione dell’offerta sono punti di forza di un comparto che ha importanti margini per crescere ancora.
Alessandro Olivi, 11 ottobre 2019


Come evidenziato dal Presidente del CONI trentino la priorità va data ora ai giovani perché sono ancora troppi quelli che tra i 15 e i 23 anni abbandonano la pratica sportiva. Le ricerche più recenti dimostrano infatti che educare allo sport migliora la qualità della vita, la relazione tra le persone, la coesione delle comunità.
Il Festival di quest’anno è dedicato ai “Fenomeni” e, spesso condizionati dai media, siamo portati a valutare il grado di successo sportivo di un territorio e di un Paese attraverso il numero dei suoi campioni, delle medaglie e delle classifiche della domenica. Contano certo anche questi, ma il vero investimento per il futuro è nella promozione di una cultura dello sport come partecipazione, emancipazione e formazione.
Da questo punto di vista fa riflettere, oltre che sorridere, un cartello affisso in questi giorni sulla porta degli spogliatoi di una società sportiva con scritto: “Chi pensa di avere un figlio campione è pregato di portarlo in altre società”.
Accanto a questa imprescindibile dimensione pubblica e sociale può essere maggiormente valorizzata la ricaduta dello sport sull'economia reale.
Faccio una proposta: creiamo sul nostro territorio un distretto tecnologico dello sport outdoor e della montagna.
Non partiamo da zero. A livello locale operano infatti aziende che sono divenute leader nel campo della produzione dell’abbigliamento sportivo, delle calzature, dei materiali per la bicicletta, dello sci, dell’alpinismo e dell’outdoor in generale. Sparse e meno conosciute vi sono straordinarie esperienze di piccole imprese artigianali, anche nelle valli, dove l’ingegno e le buone pratiche producono assoluta eccellenza. Si tratta dunque di consolidare una filiera esistente, farla crescere dentro un ecosistema che stimoli la cooperazione tra la ricerca, il trasferimento tecnologico ed il protagonismo dei migliori talenti imprenditoriali.
A livello mondiale, l’economia legata allo sport si stima muovere circa 6-700 miliardi di dollari, con investimenti nell’innovazione in aumento esponenziale (da 0,3 miliardi del 2010 ai 4,5 miliardi stimati nel 2018). Social media, tecnologia, piattaforme informatiche, nuovi materiali sono i drivers di questo business, e la sporteconomy vale, solo in Trentino, 1,07 miliardi di euro (una cifra che è trainata dal turismo, considerato che il 65% di chi sceglie il Trentino per le proprie vacanze ha una motivazione sportiva).
Un’economia che produce beni e servizi per lo sport è, per sua natura, un’economia “verde” e sostenibile. Un solo esempio. Dotare le nostre città di un sistema di mobilità urbana coraggiosamente alternativo, di carattere ciclopedonale, equivale a fare una scelta che è urbanistica, ambientale, tecnologica e di bellezza. Se le infrastrutture e i beni a ciò dedicati vengono progettati e realizzati in Trentino il cerchio si chiude e si realizza così un modello di economia circolare.
Per dare concretezza a questo progetto non servono tanti Forum o Stati Generali quanto una mirata azione di censimento del capitale di valore diffuso sul territorio, di sostegno all'innovazione in particolare delle piccole e medie imprese e di un marketing di sistema. Trentino Sviluppo può essere il soggetto a cui attribuire il compito di far crescere questo network e per questo suggerisco di riprendere il filo di un percorso già impostato: creare presso la Manifattura di Rovereto un cluster dello sport.
Nello spazio rigenerato simbolo di una transizione sostenibile dell’impresa potrebbero così trovare ideale collocazione laboratori per i test dei materiali e per la sperimentazione dei prototipi, acceleratori per le nuove imprese, attività di formazione per gli addetti, accanto alla presenza del liceo sportivo, della specializzazione universitaria in scienze motorie e dello stesso CeRiSM (Centro Ricerca Sport Montagna e Salute).
Insomma, con un po' di coraggio e creatività, possiamo coltivare e far crescere i potenziali “Fenomeni” delle imprese: giovani, sostenibili ed immerse in una delle più belle palestre naturali del mondo.


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