La non logica del nemico ridotto a zecca

La definizione di Erik Erikson — «pseudo-speciazione culturale» — può suonare ostica. In realtà, si tratta di una tendenza umana di cui la storia e l’esperienza quotidiana abbondano: l’individuo tende a veder raffigurata l’umanità solo nei membri del proprio gruppo culturale. In altre parole, la pseudo-speciazione è tendenza a disumanizzare il nemico.
T. Scarpetta, "Corriere del Trentino", 22 luglio 2018

 

Concepirlo come un subumano, un animale, un insetto, fa venire meno l’inibizione che impedisce di aggredire un proprio simile. La disumanizzazione del nemico è vecchia quanto la guerra. Nell’altra trincea non ci sono uomini, ma mostri e bestie. Solo così il soldato può trovare normale compiere azioni che nella vita normale giudicherebbe aberranti. Non-uomini erano gli ebrei per i nazisti, non-uomini erano gli 8.000 musulmani bosniaci trucidati dalle truppe di Ratko Mladic a Srebrenica nel 1995. Gli esempi, purtroppo, sono infiniti.

Accostarli al viso giovane e simpatico del segretario della Lega trentina, Mirko Bisesti, fa sorridere. Eppure — certo solo per fare una battuta — pochi giorni fa Bisesti ha pensato bene di rispolverare la definizione di «zecche» per i propri avversari (vedi foto) indicando la Lega come il miglior vaccino contro gli infidi insetti: centinaia di like, qualche condivisione, un simpaticone che invita a rendere di nuovo legale il ddt e l’ex consigliere Emilio Giuliana che, non avendo mai fatto mistero della propria nostalgia per il fascismo, risponde postando la foto di un sole che sorge su un’aquila imperiale. «Sò ragazzi» verrebbe da dire. Bisesti sicuramente lo è, ma è anche il segretario politico di quello che il 4 marzo è risultato il primo partito del Trentino.

Una terra che le trincee di «Walschen» e «crucchi» le conserva come cicatrici sul proprio corpo e che nella dimensione regionale ha insegnato al mondo come ci si possa rispettare non solo tra militanti di partiti diversi, ma anche tra persone di etnie e lingue diverse. Il 21 ottobre saranno i trentini a decidere il grado e il tipo di novità che chiedono per Piazza Dante. Il 22, però, vinti e vincitori saranno ancora, insieme, membri e cittadini di una medesima Comunità di pari.

 

 


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