«Società in house Trento-Rovereto. Le quote e le tariffe saranno uguali»

«Se riusciremo a chiudere la partita entro la consiliatura? Io voglio crederci: è una grande opportunità. Ma ci vuole molta buona volontà». Alessandro Andreatta preferisce «guardare avanti, invece di continuare a voltarsi indietro».
"Corriere del Trentino", 19 luglio 2018

 

Lo ha detto anche nella riunione congiunta delle commissioni vigilanza di Trento e bilancio di Rovereto, convocata per ascoltare — dalla voce dei consulenti — il progetto di fattibilità della nuova società in house che dovrà gestire il servizio idrico di Trento e Rovereto (e il servizio di igiene urbana dei Comuni della Vallagarina). «Ora i due Comuni si confronteranno separatamente» assicura il primo cittadino.

Sindaco Andreatta, si torna a parlare della newco. E il dibattito è già animato.

«Qualcuno in queste ore ha voluto riaffermare il fatto che l’acqua deve essere un bene pubblico, che la gestione deve essere pubblica. Si tratta di un concetto che avevamo già sancito nella scorsa consiliatura: avevamo detto sì a una società in house tra Trento e Rovereto, con la possibilità di allargare ulteriormente il perimetro rispetto ai confini attuali, che vedono 13 Comuni coinvolti per il servizio idrico e 21 per il servizio ambiente».

Una prospettiva che i consulenti hanno promosso?

«Sì. In commissione è emerso che gli ambiti ampi sono i migliori. Un territorio largo permette di ragionare in termini di economie di scala e di soccorso reciproco».

In che senso?

«Penso all’aspetto solidaristico tra territori. In un ambito unico l’acqua di un Comune e le sue sorgenti diventano di tutti. E anche la tariffa è uguale ovunque. Senza dimenticare un aspetto importante: quello dei dipendenti».

Prego.

«Mi ha fatto piacere sentire dai consulenti che il costo medio pro-capite per i dipendenti è in linea con il resto d’Italia. Le dinamiche del personale ci interessano: non vogliamo che ci siano degli svantaggi per i dipendenti di Dolomiti Energia che passeranno alla newco. Li ho incontrati in passato e ho visto che in commissione era presente una loro rappresentanza».

C’è però il nodo dell’acquisto delle reti di Trento.

«È vero, il problema c’è. Ma si è anche prospettata una soluzione, ossia che non sia Trento ma la stessa newco ad acquistare le reti non solo di Trento, ma anche di Rovereto in modo da aumentarne il patrimonio. Non c’è ancora una decisione in questo senso: il discorso è aperto, ne parleremo. Ma è evidente che la via ideale sarebbe proprio questa, con tutto il patrimonio nelle mani della newco e con una partecipazione di Trento e Rovereto assolutamente uguale. Con Rovereto che deve gestire anche il nodo dell’ambito ottimale».

Cosa intende?

«La costituzione dell’ambito territoriale ottimale sarebbe a carico della Provincia, che però finora non lo ha fatto. Una questione che in commissione è stata evidenziata e che viaggia di pari passo con la questione della tariffa unica. Oggi a Rovereto si paga di meno, a Trento di più: ma se l’ambito diventa unico il pagamento sarà uguale in entrambi i territori».

Torniamo all’acquedotto di Trento. Si discute anche sul valore delle reti.

«I consulenti hanno confermato che il criterio è il valore netto contabile e non il valore industriale».

Dopo la presentazione di martedì come si va avanti?

«Ci sono elementi che hanno bisogno ovviamente di approfondimento, quindi i due Comuni ne parleranno separatamente, prima nelle commissioni e poi, per quanto ci riguarda, anche in maggioranza, per arrivare a una posizione. Ma sia chiaro: in questa partita è necessario guardare avanti e non indietro. E bisogna guardare al protagonismo dei Comuni, puntando al massimo della qualità del servizio, con un occhio ai costi».

Alla fine della consiliatura mancano meno di due anni. Ce la farete?

«Io voglio crederci. È una grande opportunità».

In commissione urbanistica intanto si torna a parlare di Prg.

«I contributi dei cittadini sono stati circa 140, per un totale di 187 questioni sollevate».

 

 


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