"Centrosinistra, ora ci vuole uno scossone"

In questi giorni di smarrimento all'interno del centrosinistra, in cui manca ancora il nome del candidato presidente, Roberto Cacciatore, vicepresidente della circoscrizione Oltrefersina e membro dell'Upt, si definisce "preoccupato per il dilagare del populismo, perché anche il Trentino a marzo si è dimostrato indifferente e lontano dalla coalizione che ha governato per diverse legislature".
F. Duca, "Trentino", 14 luglio 2018

 

Dice che gli dispiacerebbe un secondo 4 marzo ad ottobre e si augura che "il centrosinistra trovi un nome aggregante e il tempo per ricostruire la fiducia con l'elettorato". Per il giovane dell'Upt il centrosinistra si è concentrato molto sull'amministrare e poco sul fare politica: per questo ha perso empatia con l'elettorato. Per vincere a ottobre serve uno "scossone", così lo definisce. "Il centrosinistra appare dormiente e concentrato sugli individualismi. Per ritrovare empatia con l'elettorato serve, però, un progetto". Per il giovane consigliere è importante far capire al centrosinistra che il tempo è poco e che serve trovare quanto prima una figura aggregante per concentrarsi sul progetto. Per quanto riguarda il nome del candidato, non si sbilancia: "Bisogna trovare l'ampiezza della coalizione in fretta per ricostruire il legame con l'elettorato e mettere da parte i personalismi". Infine, su un'apertura ai civici afferma: "Serve ampliare la coalizione quanto più possibile per raccogliere il maggior numero dei consensi per combattere il populismo".

Alessandro Giovannini, consigliere del Pd nella circoscrizione Oltrefersina, è d'accordo con il collega Cacciatore in quanto si riconosce nel bisogno di contrastare l'emergere dei singoli, ma anche soprattutto nell'idea di costruire una squadra plurale che rilanci gli "entusiasmi". "Tanta gente è stufa e l'entusiasmo si genera solo se la coalizione si amplia. Quale messaggio diamo agli elettori se ci presentiamo solo noi tre (Pd, Patt e Upt)?" si chiede Giovannini. "Dobbiamo dialogare con chi condivide i nostri stessi valori". Per quanto riguarda il nome del candidato Giovannini sostiene che il profilo ideale del candidato della coalizione è quello di un personaggio che riesca a unire più dei tre soliti partiti membri della coalizione e allarghi la compagine con Verdi, Leu e Primavera Trentina. "Unirci è l'unico modo per cercare quella percentuale che può permetterci di sconfiggere la Lega con entusiasmo". Su un'apertura ai civici Giovannini è propositivo, ma cauto. "Se Valduga dovesse sostenere i valori del centrosinistra autonomista, mi stupirei, ma bisogna dialogare con chiunque voglia sostenere i nostri valori. Questo non è il momento per dire - no tu non mi piaci -". Infine, sulla sconfitta del 4 marzo aggiunge: "Non sono d'accordo con Rossi e Panizza che scindono piano nazionale e provinciale. La gente è poco interessata alla politica e molto concentrata sugli slogan. Tuttavia per ottobre non bisogna cambiare i valori della coalizione, ma intercettare i bisogni reali e saper comunicare il nostro progetto".


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