Il vertice di Innsbruck - Avramopoulos deciso: «Nessun motivo valido per rivedere Schengen». Il Pd contro il Carroccio

Seppur con qualche distinguo, la Commissione europea sembra adeguarsi al nuovo corso imposto dal fronte sovranista. «Ero ottimista ma non pensavo in un vertice così fruttuoso» ha dichiarato il commissario Ue all’immigrazione, Dimitros Avramopoulos chiarendo che «le soluzioni prospettate rispetteranno il diritto internazionale e la convenzione di Ginevra».
M. Angelucci, "Corriere del Trentino", 13 luglio 2018

 

Avramopoulos ha lodato l’intenzione di potenziare la missione europea «Frontex» e anche il progetto di stringere accordi con i Paesi che confinanti con l’Ue, accordi che prevedano anche il rimpatrio di coloro a cui è stato negato l’asilo. Tuttavia il commissario Ue ha stoppato il progetto di Kickl di creare dei centri di identificazione fuori dai confini dell’Ue. «L’Europa non esternalizzerà le sue responsabilità» ha detto il commissario Ue sottolineando che non è possibile considerare la LIbia un Paese sicuro visto che metà del territorio è fuori dal controllo del governo legittimo.

Avramopoulos è anche intervenuto sulla questione dei confini interni ricordando che il trattato di Schengen dà la possibilità ai singoli Stati di sospendere la libera circolazione di persone e merci per un tempo delimitato con l’obiettivo di garantire la sicurezza interna. «In questo momento non c’è alcuna emergenza che giustifichi simili misure» ha specificato Avramopoulos. «MOlto è stato fatto: nel 2015 ci sono stati 1,8 milioni di arrivi, nel 2018 solo 200mila e oggi ancora meno. Adesso bisogna stabilizzare questa situazione»

Le reazioni al vertice di Innsbruck non si fanno attendere. Mentre da destra si loda l’attivismo di Salvini — che comunque non ha ottenuto granchè — da sinistra prevale la critica. «Se vince l’ideologia, si chiuderà il Brennero e sarà la fine di Schengen, con gravi danni per il nostro paese. Se salta la libera circolazione, si ritorna all’epoca dei nazionalismi contrapposti» dice l’ex ministro Marco Minniti in un’intervista al Foglio. Duro anche l’ex premier Paolo Gentiloni. «Abbiamo il patto del loden tra Italia, Germania e Austria. Loro blindano i confini ma non accolgono migranti. Che pacchia» twitta Gentiloni mentre il segretario del Pd, Maurizio Martina paragona il «patto dei volenterosi» al film «Totò truffa». «Germania e Austria ci sorridono, ci danno grandi pacche sulle spalle e chiudono le frontiere. Ci lasciano soli. Con gli applausi di Salvini. E all’Italia tanti saluti» scrve MArtina. L’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio rincara la dose: «La destra europea di Salvini e Le Pen vuole demolire l’Ue per tornare agli Stati sovrani. Giusto controllare l’immigrazione ma non demolire Schengen» twitta l’esponente del pd.

 

 


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