L'autista sospeso trasferito in officina

Moreno Salvetti, l'autista di Trentino Trasporti sotto inchiesta per aver lasciato a terra alcuni profughi del campo di Marco in attesa dell'autobus, non farà più (in attesa dell'esito dell'indagine penale) l'autista ma da fine mese passerà in officina con l'incarico di meccanico.
G. Rudari, "Trentino", 23 marzo 2018

 

La richiesta era stata presentata dallo stesso Salvetti dopo il provvedimento di sospensione dal servizio adottato da Trentino Trasporti a seguito dell'episodio contestato che, oltre a creare un grave disservizio, ha danneggiato fortemente l'immagine dell'azienda. Se le contestazioni mosse (interruzione pubblico servizio con l'aggravante della discriminazione razziale) dovessero essere confermate, Salvetti rischia il licenziamento.

In attesa della conclusione delle indagini da parte della magistratura, l'azienda pubblica di trasporti dopo aver segnalato il caso alla procura aveva deciso di sospendere Salvetti dalle sue funzioni di autista. L'autista e consigliere comunale di Avio però, secondo prevede il contratto ha la possibilità di presentare richiesta per un altro incarico. Cosa che ha fatto: Salvetti ha chiesto (e ottenuto) di essere adibito ad un altro incarico (e salvare così lo stipendio).

Dal canto suo l'azienda (che non aveva alcun obbligo di trovargli un altro impiegto) dopo aver verificato la possibilità di impiegare Salvetti in un altro settore, ha accolto la sua richiesta destinandolo all'officina di Rovereto: Salvetti da fine mese andrà in officina considerato che attualmente c'è la possibilità di occupare un meccanico considerata l'assenza per malattia di un dipendente addetto alla manutenzione degli autobus.

La sospensione dal servizio è stata la misura («il minimo che potevamo fare») che l'azienda pubblica del trasporti ha assunto vista la gravità dell'episodio sul quale dovrà ora esprimersi la magistratura. Con un procedimento penale pendente e su sua espressa richiesta Salvetti dunque può continuare a lavorare ma non potrà avere rapporti con l'utenza proprio per la gravità delle contestazioni a suo carico. «Una condotta indubbiamente grave quella dell'autista che non soltanto ha creato un pesante disservizio all'utenza, ma ha con la sua condotta ha creato un grave danno all'immagine della società» afferma Monica Baggia, la presidente Trentino Trasporti. Il cda ha accolto ora la richiesta di Salvetti, sottoscritta dal direttore generale, che può dunque tornare a lavorare dal 30 marzo. Lavorerà sì ma non più (almeno per ora) alla guida dell'autobus ma nell'officina di Trentino Trasporti in via Pedroni. «Abbiamo accolto la richiesta di Salvetti - ribadisce la presidente Baggia - per un incarico senza avere rapporti con l'utenza proprio perché le contestazioni sono pesanti»


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