Pd, lo stop di Roma: «Niente congressi locali»

Niente congressi, state sul territorio. Dal Pd nazionale arriva un altolà alle segreterie locali. «Caro segretario, con la direzione nazionale di lunedì si è aperta una fase straordinaria, di analisi e riflessione, all'indomani dell'esito negativo consegnatoci dal voto del 4 marzo», scrivono in una mail recapitata ieri a tutti i segretari regionali il vicesegretario Lorenzo Guerini e il responsabile organizzativo Andrea Rossi.
C. Bert, "Trentino", 15 marzo 2018

 

«Questo momento deve coinvolgere tutto il nostro partito e prevedere, nelle prossime settimane, diversi appuntamenti capillari e diffusi. Come ha detto il nostro segretario reggente Maurizio Martina, portiamo il gruppo dirigente, dai neoparlamentari ai dirigenti locali, a svolgere un'impellente attività di confronto e di presenza sui territori, negli oltre 6.000 circoli». L'esigenza è quella di stare sul territorio, non di celebrare congressi, è la linea romana. «Per consentire al meglio lo svolgimento di questo processo, e come condiviso nell'incontro di oggi con i segretari regionali e delle città metropolitane con Maurizio Martina, ogni percorso congressuale, determinato da dimissioni intervenute in questi giorni o da scadenze naturali, è sospeso e sarà valutato solo in seguito alla celebrazione della prossima assemblea nazionale. Tale scelta è determinata dall'obiettivo di garantire in modo responsabile una presenza e un presidio, in questo periodo che sappiamo essere carico di doveri istituzionali da adempiere. Una scelta in linea con le decisioni assunte dalla direzione di lunedì».

La mail è arrivata naturalmente anche al segretario dimissionario del Pd trentino Italo Gilmozzi, alla vigilia della delicata assemblea che domani sera dovrà decidere i prossimi passi dei Dem. La proposta che il coordinamento ha formulato, e che dovrebbe essere messa in votazione domani, è di accettare le dimissioni del segretario e costituire un quadrumvirato (formato dal vicepresidente della giunta Alessandro Olivi, il capogruppo Alessio Manica, la presidente del partito Donata Borgonovo Re e l'ex senatore Giorgio Tonini) che elabori un documento di rilancio e riattivi il confronto con l'Upt per verificare gli spazi di un processo costituente che unisca i due partiti.Ma l'aria che tirava, già prima delle direttive del nazionale, è che le dimissioni di Gilmozzi potrebbero essere alla fine respinte dall'assemblea, dove in molti non vedono di buon occhio - e non si sentono tutelati - da una reggenza (seppure a tempo) affidata ad un direttorio a quattro. Una guida collegiale pensata "a tempo" per affrontare una fase delicata. E se le dimissioni non passeranno? «Non cambio idea», fa sapere il segretario, «l'avevo detto e lo faccio, è arrivato il momento che vada avanti qualcun altro». Traghettatori volenterosi non sembrano abbondare, e questo rende ancora più nebbioso l'orizzonte.