Nicoletti e Franzoia: «Noi di sinistra»

Trenta giorni di campagna elettorale. Trenta giorni per convincere gli italiani a votare — obiettivo non scontato negli anni dell’astensionismo — e a farlo a vantaggio della coalizione «che fonda la sua ragion d’essere sulla condivisione di un’idea di comunità autonoma e su valori comuni che vanno oltre la stagione politica contingente». Ma anche la stagione appena conclusa, in cui il centrosinistra autonomista ha rappresentato a Roma le istanze del Trentino, in stretti rapporti con l’Alto Adige, servirà da traino per guadagnare voti.
"Corriere del Trentino", 4 febbraio 2018

 

Una coalizione di tradizioni diverse ma unitaria nelle esigenze europeiste e autonomiste. Anche la lista Insieme, rimasta a bocca asciutta nei collegi uninominali senza la candidatura di Lucia Coppola, garantisce lealtà al gruppo, «nonostante l’insoddisfazione — non lo nasconde Marco Boato — di non vedere rappresentate nella coalizione tutte le sue articolazioni».

Ai nomi dei candidati per la quota di maggioritario, il centrosinistra è arrivato negli ultimi giorni di gennaio. Franco Panizza, Tiziano Mellarini ed Eleonora Stenico nei collegi uninominali senatoriali; alla Camera, invece, Mariachiara Franzoia, Michele Nicoletti e Lorenzo Dellai. Il tetris, a detta di alcuni esponenti della politica locale, avrebbe premiato una combinazione di candidati troppo poco rossa. La coalizione rappresenterebbe più le istanze moderate, motivate dalle radici cattoliche, che quelle di sinistra. «Non tirerei fuori il fattore religioso come tratto identificativo — osserva con disappunto il deputato uscente Michele Nicoletti (Pd) — Mi ritengo un candidato di sinistra, e anche la mia esperienza passata lo dimostra, dalla rappresentanza dei socialisti in Europa, alle numerose battaglie per i diritti umani e dei migranti». Lo stesso sostiene di sé la candidata Franzoia per la grande attenzione «alle politiche sociali e al contrasto della povertà economica, culturale e relazionale».

Per la sfida con «il non voto, il centrodestra a trazione leghista, e l’individualismo elevato a sistema tipico del M5s», Lorenzo Dellai vorrebbe che il centrosinistra autonomista, nei trenta giorni che lo separano dalle urne, giocasse la campagna elettorale sulla parola cambiamento «non inteso come sovversione, ma come condizione ordinaria del nostro percorso autonomista». L’accordo firmato ieri mette nero su bianco la volontà di garantire continuità a una delegazione «capace di portare a casa risultati e di lavorare sull’autonomia per costruire il futuro», come accenna il presidente della Provincia Ugo Rossi.

 

 


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