Esuberi Sait, ultimatum dalla Provincia

Sulla vicenda Sait l'assessore al lavoro Alessandro Olivi alza la voce. La mediazione sulla trattativa da domani dovrebbe passare al Servizio lavoro della Provincia dopo lo stop arrivato dai sindacati sui i criteri di licenziamento proposti dall'azienda: «Ma i numeri degli esuberi sono troppo alti. Questa vicenda mette a rischio la reputazione stessa della Cooperazione.
G. Tessari, "Trentino", 19 novembre 2017

 

E' un comparto che ha bisogno sì di modernizzarsi ma che non deve dimenticare la responsabilità sociale, il valore del capitale umano. Sono tutte belle cose da dire ma che ora debbono trovare attuazione in questa delicatissima vicenda degli esuberi del Sait» avverte il vicepresidente della giunta provinciale. Un passo indietro. Venerdì Fisascat Cisl e Uiltucs avrebbero voluto continuare a trattare con Sait, ma la Filcams Cgil si era sfilata sui sottocriteri portati dall'azienda per scegliere chi licenziare, legati anche alla produttività e allo spirito di iniziativa. Mancando l'unitarietà la trattativa si è interrotta e la palla ripassa appunto alla Provincia, chiamata ad un difficile lavoro di mediazione: «La vicenda Sait rappresenta anche un momento critico per mostrare che il sistema trova il modo per rispondere a queste situazioni con un approccio diverso rispetto a quella di un'azienda classica.

Se il Sait si dimostrasse un corpo staccato rispetto alla Cooperazione nella sua interezza non sarebbe un bel segnale» osserva Olivi.Lo scenario che si apre riguardo questa vicenda: «Con l'interruzione della trattativa ora si prosegue in modo più formale. L'intervento della Provincia interviene attraverso il Servizio lavoro ed è una trattativa che cerca una possibile intesa. Ma l'accordo non può che passare attraverso un a riduzione del numero degli esuberi che mi pare ancora sostanzialmente incompatibile con l'esigenza di un riposizionamento qualitativo dell'impresa. Ma i sacrifici occupazione sono troppo, davvero troppo, elevati» prosegue Olivi.L'assessore al lavoro ritiene, in altre parole, che ci possano essere dei margini alla trattativa? «Ci debbono essere. L'azienda non può tirare una riga dritta, ci si metta a trattare senza pausa. Si possono trovare anche delle soluzioni innovative, soprattutto con un piano indirizzato alla ricollocazione. Il mondo della Cooperazione oggi ha delle aree in diffcoltà ma ne ha altre che possono assumersi, con forte responsabilità sociale, il compito di dare una chance a queste persone» conclude l'assessore al lavoro. E lo fa mettendo il sistema cooperativo di fronte a scelte che affondano le radici nella sua stessa essenza.


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