Politiche, il centrosinistra spinge il Pd alla coalizione

Nel giorno in cui la Sicilia torna al centrodestra, il M5S festeggia e il Pd subisce una pesantissima sconfitta, il centrosinistra autonomista trentino (Pd, Upt, Patt, Ual, Verdi, Socialisti) si riunisce per impostare il percorso che porterà, tra qualche mese, alle politiche 2018.
C. Bert, "Trentino", 7 novembre 2017

 

E gli alleati avvertono i Democratici: «Ricordatevi che da soli siete destinati alla sconfitta, per provare a vincere serve una coalizione che tenga insieme anche centristi, socialisti e chi sta a sinistra del Pd».Lo dice il segretario Upt Tiziano Mellarini, che con i Dem ha appena sancito un accordo politico: «Serve un Pd di coalizione, che si allarga se vuole provare ad arrivare in testa. Credo che dopo le elezioni in Sicilia si aprirà una discussione interna forte». Lo ripetono, con toni diversi, i partiti minori della maggioranza, anche loro seduti ieri al tavolo della coalizione nella sede del Patt.

«Allargare a sinistra e a un centro con cui si può dialogare come Progetto Trentino», avverte il segretario socialista Alessandro Pietracci. Il verde Marco Boato ha messo in chiaro che, se ci sarà un accordo nazionale tra il Pd e il campo progressista di Pisapia, allora anche in Trentino quella componente entrerà a pieno titolo nella trattativa sui candidati nei collegi uninominali, che dunque non potranno essere frutto solo di un accordo-spartizione a tre tra Pd, Upt e Patt come avvenne nel 2013. Anche i ladini della Ual, presenti ieri con il presidente Michele Anesi, hanno fatto intendere che il loro contributo alla coalizione non sarà gratuito.

Da tutti i presenti è emersa la necessità di consolidare e rinforzare l'attuale maggioranza anche attraverso un confronto costante e periodico, in grado di valorizzare il lavoro comune fatto in questi anni e, soprattutto, produrre un programma politico in grado di rispondere alle attuali esigenze della comunità trentina. Si è condivisa la necessità di aprire un confronto con il mondo civico e con quelle formazioni politiche di sinistra e di centro con le quali sarà possibile riscontrare punti di convergenza.

Il segretario Pd Italo Gilmozzi in particolare ha chiesto agli alleati di assumere una posizione comune su un eventuale dialogo con i fuoriusciti dal Pd, Mdp e Insieme Trento, e ha incassato un'apertura: nessuna preclusione anche se - è stato fatto notare - la loro partecipazione alla coalizione dipenderà dalle scelte che Mdp farà a livello nazionale. Più preoccupato dei consensi che il Pd «sta perdendo al centro» il senatore segretario del Patt Franco Panizza: «Diamoci una mossa - ha incalzato - con questi chiari di luna sarà una campagna elettorale difficile, dovremo essere sul territorio per tempo con i nostri candidati a spiegare le nostre proposte». Per il momento è stato fissato un calendario di incontri (il prossimo il 26 novembre), nelle prossime settimane i partiti faranno il punto al loro interno sui nomi in campo. Su candidati Pd «imposti Roma», il segretario Gilmozzi frena: «Non penso proprio, ci auguriamo che il partito rispetti la nostra autonomia». 

 


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