Olivi: «Folgarida, ecco le mie condizioni»

Nonostante le seduta a oltranza per approvare la manovra di assestamento, anche la giornata di ieri ha registrato l’attivismo di Ugo Rossi sul fronte Folgarida-Marilleva. Il governatore è tornato alla carica con i possibili investitori privati. Isa pare si sia definitivamente sfilata. Finanziaria Trentina, invece, sembra abbia lasciato la porta aperta al dialogo con la Provincia, ma le cifre che sarebbe pronta a fornire non sono altissime.
T. Scarpetta, E. Orfano, "Corriere del Trentino", 28 luglio 2017

 

Di qui la necessità, per arrivare agli ormai famosi 31 milioni per riaprire la partita, di far crescere prima di tutto la partecipazione all’affare di Funivie Madonna di Campiglio. Secondo indiscrezioni, la società impiantistica sarebbe pronta ad aumentare il suo contributo da 15 a 20 milioni di euro. E Finanziaria Trentina? Anche qui si fanno più che altro ipotesi, ma la partecipazione non supererebbe i 5 milioni. Ne restano almeno 6 che, salvo un intervento di Itas — anche la compagnia assicuratrice sarebbe stata chiamata a fare la sua parte — dovrà mettere la Provincia attraverso Trentino Sviluppo.

Se, da un punto di vista normativo, la partecipazione dell’ente pubblico pare possibile, da un punto di vista politico l’operazione è molto delicata. Anche perché Campiglio ha chiarito da subito che, in ogni caso, vuole il controllo della società, cioè chiede il 51% della «nuova» Folgarida Marilleva. Di qui le perplessità dell’assessore allo sviluppo economico, Alessandro Olivi. Acquistando anche una parte di Folgarida Marilleva, la Provincia si troverebbe nella situazione paradossale di possedere azioni di quasi tutte le società impiantistiche del Trentino occidentale, senza avere alcun potere di indirizzo.

«I ragionamenti restano aperti — dice prudentemente l’assessore — ma è chiaro che non si può chiedere all’ente pubblico di esercitare un ruolo sostitutivo dell’imprenditoria privata. Quello che si può chiedere è di essere il lievito di un impasto che veda il protagonismo dei privati». In altre parole «se si chiede a tutti i trentini di fare la differenza con i loro soldi per decidere di chi sarà la governance di questa importante società, bisognerà anche poter discutere, ad esempio del tema delle aggregazioni, ossia di un futuro polo occidentale dello sci trentino: una governance comune, un sistema integrato? Non lo so, ma un ragionamento complessivo va fatto. Ancora più in generale, i tempi credo siano maturi per discutere del ruolo dell’ente pubblico negli impianti superando una logica emergenziale».

Oltre a tentare di mettere insieme le forze per rilanciare all’asta di giovedì 3 agosto, la Provincia sta cercando insistentemente di parlare con Compagnie des Alpes. Può essere che la società sconfitta nella gara del 25 luglio ci riprovi, o che veda di buon occhio una collaborazione con Trento. Certo, si tratta di professionisti seri, che non si fanno tirare in ballo all’ultimo momento. Resta sullo sfondo la domanda su chi sia «Mister X», il soggetto o la cordata che ha vinto (provvisoriamente) rilanciando da 26 a 28 milioni. I nomi girati in questi giorni si rivelano, a chi sta facendo verifiche, vicoli ciechi o scatole vuote. A volte i diretti interessati smentiscono (si veda box a lato ) e non si sa se qualcuno abbia speso il loro nome senza informarli. Che poi ci sia di mezzo l’acquisto di sofferenze a banche creditrici di Aeroterminal appare ormai molto probabile. E qualcuno azzarda: l’operazione serve a far lievitare i prezzi, così se «Mister X» vince, si impone con lo sconto, perché recupera una parte in quanto creditore; se perde comunque fa investire somme più alte del previsto e ci guadagna ancora un volta come creditore. A spese del Trentino.


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