Maestri: primarie, niente imposizioni. Fare ora i nomi brucerebbe i progetti

Si sia trattato di una «buona tattica» o di «onestà intellettuale», rievocando le espressioni utilizzate da Tiziano Mellarini (Corriere del Trentino di martedì), la disponibilità di Ugo Rossi a nuove primarie non ha scaldato gli animi all’interno della coalizione, anzi.
A. Rossi Tonon, "Corriere del Trentino", 12 luglio 2017

 

L’ipotesi è sul tavolo ma a porcela è stato lo stesso presidente della Provincia rispondendo alle domande nell’intervista pubblicata domenica scorsa dal Corriere del Trentino . «È uno dei sistemi di scelta del candidato presidente ma non è l’unico» sottolinea la consigliera provinciale del Partito democratico Lucia Maestri, ricordando che «in tutta Italia vi sono stati casi in cui si è ricorso a esso e altri in cui non lo si è fatto». Non è dunque l’unica via percorribile, tanto più se in ballo non vi è l’individuazione del segretario di un partito ma la guida di un’alleanza. «Rossi ha adottato l’atteggiamento corretto, pragmatico come sempre, e giusto nei confronti della coalizione — prosegue Maestri — Ma non è una novità, in quanto già due anni fa aveva espresso la propria disponibilità a sottoporsi alle primarie».

Giudizio sospeso nei confronti dell’ipotesi anche da parte del capogruppo dell’Unione per il Trentino Gianpiero Passamani il quale, facendo linearmente eco alla posizione del proprio segretario, spiega che si tratta di uno strumento di cui «discutere all’interno della coalizione» e lì decidere. La via del confronto sull’elezione propedeutica interna si dovrebbe dunque aprire al tramonto dell’estate.

Chi ha espresso nettamente la propria contrarietà alla messa in discussione del presidente autonomista è il segretario delle Stelle Alpine Franco Panizza, a cui Maestri risponde che questo ragionamento «indebolisce l’Autonomia stessa in quanto essa non è tutelata solo dal binomio Patt-Svp ma anche dalla collaborazione con partiti che fanno parte del governo nazionale». Di nomi alternativi a quello di Rossi, però, al momento non se ne fanno «perché la politica ha bisogno dei suoi passaggi» e anche perché «parlarne ora, per quanto possano essere proposte autorevoli, rischia di bruciare un percorso». Lo stesso dicasi se il posto in ballo è quello di sindaco del capoluogo e il nome il proprio: «Fa umanamente piacere, ma il percorso deve essere lo stesso di cui parlavo prima». Ciò che deve invece animare il dibattito all’interno della coalizione è, secondo la consigliera dem, «proprio l’abbandono delle traiettorie personali per far prevalere il progetto comune». Un percorso a cui l’Upt sta lavorando alacremente e al quale potrebbe contribuire in particolare dopo l’incontro «Verso il nuovo partito» del prossimo 21 luglio: «Non significa per forza che il partito debba cambiare — sottolinea Passamani — Ma è un grave rischio sentirsi condannati a vincere perché c’è una certa legge elettorale e perché il centrodestra è frammentato». La fase di rielaborazione, per il capogruppo Upt, deve portare «all’assunzione di responsabilità da parte delle persone, coinvolgendole, e non per formare le liste ma per riscrivere un programma forte di governo per il Trentino».

 


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