#TRENTO - Andreatta contro Rossi: «Mi ha mancato di rispetto»

I due non si sono, in verità, mai amati. «Sono amareggiato. Il presidente della Provincia Ugo Rossi mi ha mancato di rispetto». Il tono di voce del sindaco Alessandro Andreatta rispecchia in pieno il suo stato d’animo. Solo ieri il governatore aveva “accusato” il Comune capoluogo di aver sprecato il milione di euro che la Provincia aveva stanziato per finanziare la famosa squadra antidegrado della polizia urbana.
"Trentino", 29 giugno 2017

 

 

E la questione sicurezza, il cosa fare di piazza Dante, apre ferite politico istituzionali. Oggi Andreatta vedrà il Commissario del Governo Gioffrè e gli sottoporrà una prima lista di zone cittadine da fare rientrare in quelle dove verrà applicato il Daspo. Intanto il sindaco non risparmia le proprie critiche a Rossi con una frecciatina pure al Questore D’Ambrosio. «Non è una questione personale. Rossi rappresenta la giunta provinciale, io il governo della città capoluogo. Siamo due istituzioni che debbono avere pari dignità. Io riconosco la sua, il presidente dovrebbe riconoscere la mia. I problemi così complicati, come quello della sicurezza, vanni risolti con uno stile cooperativo. Ovvero affrontati telefonandosi, incontrandosi e non certo con un’uscita estemporanea sul giornale. E’ un profilo istituzionale ma, alla fine, è anche un profilo politico: lui è il leader della coalizione provinciale, io di quella (omologa) cittadina» osserva il sindaco. Una pausa e poi prosegue: «Non c’è niente da fare. Perché la gente trovi credibili le istituzioni occorre che queste si parlino. Questo vale per Provincia, Comune ma anche per lo Stato, attraverso le forze di polizia. Le responsabilità non vanno scaricate ma ognuno deve anzi assumersi le proprie. Su temi come questi ho l’impressione che ci sia una sorta di gara a chi arriva per primo. Non è che si vince, o si convince, perché si è parlato per primi: quella che conta è l’idea migliore».

Ma il sindaco vuole puntualizzare anche sulla famosa squadra antidegrado finanziata dalla Provincia e che si sarebbe dissolta: «La squadra è composta da 12 persone ed attualmente sono 11. Chi è andato via è sempre stato rimpiazzato: di questi 11 solo uno è a tempo indeterminato, per tre anni. Perché? Perché la Provincia ci ha dato soldi solo per un progetto che prevedeva tre anni: se ci venivano date delle finanze per 20/25 anni li potevamo assumere a tempo indeterminato». Insomma la questione è ribaltata: «Fate voi. La Provincia ci ha dato dei soldi per risolvere insieme un problema: con un milione si possono pagare 12 vigili per tre anni, acquistando anche un po’ di materiale. Ora a noi si prospetta la possibilità di assumere più persone, entro certe percentuali: io debbo anche pensare al cuoco dell’asilo nido non ho solo la polizia municipale. Nel 2018 faremo un concorso per assumere “qualche” unità a tempo indeterminato nella polizia municipale». Si vedrà se tra governatore e sindaco tornerà a splendere il sereno. Oggi intanto si farà il vertice straordinario tra Andreatta e Gioffrè che dovrà cominciare a mettere le basi per la modifica del regolamento di polizia urbana. L’idea è quella di accelerare il più possibile per portare prima alla capigruppo, e poi in consiglio comunale, la lista di vie e piazze dove si potrà applicare il nuovo potere che il decreto Minniti affida ai sindaci, quello del Daspo. Ma è difficile possa diventare applicabile prima di settembre. 


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